Megaupload e Megavideo chiudono: l'FBI denuncia sette persone per pirateria online

Megaupload e Megavideo chiudono: l'FBI denuncia sette persone per pirateria onlineL'FBI ha completato proprio in queste ore (da noi serali) la chiusura di MegaUpload.com, uno dei siti di file-sharing più conosciuti e usati al mondo, al quale era tra l'altro associato MegaVideo.com, anch'esso chiuso dal Federal Bureau of Investigation. Oltre all'oscuramento dei due siti, al momento irraggiungibili senza nessun avviso di sorta, l'FBI ha anche fatto sapere di aver arrestato quattro persone coinvolte nella gestione della piattaforma, accusandole di pirateria online.

Come al solito in questi casi, il dibattito è immediatamente divampato: si può ritenere i proprietari del "mezzo" i responsabili di ciò che viene condiviso al suo interno? A quanto pare sì, almeno da oggi: particolare soprattutto il tempismo con il quale arriva questa offensiva, vista la clamorosa protesta di ieri contro SOPA e PIPA guidata dai blackout di Wikipedia e Reddit, condivisa anche da altri soggetti importanti come Google, Microsoft e Facebook.

La base legale a Hong Kong a quanto pare non è bastata a MegaUpload a mettersi al sicuro, mentre un totale di sette persone sarebbero state accusate di pirateria in Nord Virginia, quattro delle quali come dicevamo già fermate dalle autorità, coordinatesi con altre agenzie in giro per il globo riuscendo a compiere l'arresto in Nuova Zelanda. Operazione "benedetta" anche dal Dipartimento di Giustizia USA. Secondo le accuse, MegaUpload sarebbe responsabile di almeno 500 milioni di $ di perdita per i proprietari dei copyright violati, al punto da definire nel documento (che trovate sul Wall Street Journal) l'intera piattaforma come una "organizzazione criminale basata in tutto il mondo, i quali membri sono coinvolti in violazione di copyright e riciclaggio di denaro in massa".

La stessa attività di MegaUpload, secondo il documento, avrebbe garantito ai suoi fondatori guidati da Kim Schmitz un totale di 175 milioni di $ in guadagni. Non mancheremo di tenervi aggiornati sull'intera faccenda.

Update: Anonymous ha immediatamente attaccato alcuni siti, tra i quali quello del Dipartimento di Giustizia.

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