L’esercito statunitense utilizzerà le armi digitali nel reclutamento

U.S. Army™ Elite Force Assault Rifle for PlayStation 3 & MoveL’esercito statunitense, in collaborazione con CTA Digital, ha avviato la produzione di armi–giocattolo da impiegare nei videogiochi per le console allo scopo di stimolare il reclutamento delle nuove leve. In particolare, è già acquistabile lo U.S. Army Elite Force Assault Rifle per l’utilizzo su PlayStation 3 e il controller Move.

Non è una tecnica inedita per l’esercito degli Stati Uniti d’America: ad esempio, America’s Army – il videogioco per l’addestramento dei soldati – è distribuito gratuitamente sui computer da anni ed è approdato nel 2005 sulle console. Ancora, nel 2009 era stato predisposto un centro di reclutamento virtuale — in un grande magazzino.

Il fucile prodotto con CTA Digital è stato realizzato espressamente per le saghe di Call of Duty e Battlefield (dei titoli particolarmente realistici) ed è compatibile con altrii videogiochi per PlayStation 3 e/o Move. Il dispositivo cerca di riprodurre fedelmente il comportamento dell’arma reale: una “chicca” per gli appassionati.

Se, da un lato, coinvolgere le truppe d’assalto nella realizzazione delle armi–giocattolo può migliorare la fattura dei dispositivi esistenti, dall’altro è difficile nascondere una certa preoccupazione per la filosofia sottesa. Un aspetto fondamentale, coi videogiochi, è la distanza dalla realtà: l’eccesso di realismo è pericoloso.

Cercare di convincere i videogiocatori adolescenti che la guerra sia esattamente come quella che combattono sulle console non è soltanto diseducativo. È una subdola forma di propaganda, che enfatizza la spettacolarizzazione della violenza: non tutti sono capaci di cogliere le enormi differenze tra le situazioni di gioco e la guerra.

L’assuefazione alla violenza virtuale, peraltro, desensibilizza sul significato del dolore reale. Non significa che si debba arrivare all'eccesso opposto, come la scelta puritana di Microsoft sull’eliminazione delle armi da Xbox LIVE. Basterebbe adottare una certa etica sui messaggi subliminali inviati ai giovani con la pubblicità.

Via | TG Daily

  • shares
  • Mail