AirBnb ospita gratuitamente chi è bloccato dall’ordine di Donald Trump contro l’immigrazione

La decisione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di bloccare per 120 giorni l’accesso negli USA ai cittadini in arrivo da Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan e Yemen e a tempo indeterminato quelli in arrivo dalla Siria ha provocato reazioni di sdegno e rabbia da una parte all’altra del Mondo e anche i giganti della tecnologia stanno prendendo posizioni più o meno forti contro questa mossa.

AirBnb, disponibile in decine di Paesi nel Mondo, ha deciso di dare una mano alle persone che, dal momento in cui è stato firmato l’ordine esecutivo, non possono più accedere agli Stati Uniti, a cominciare dai cittadini residenti proprio negli USA ma originari di uno di quei sette Paesi o, ancora, chi aveva ottenuto un regolare visto e si era già messo in viaggio, salvo poi vedersi bloccato in aeroporto al momento dell’arrivo.

É stato il CEO di AirBnb Brian Chesky ad annunciare via Twitter che l’aziende offrirà gratuitamente alloggio “ai rifugiati e a chiunque non è più il benvenuto negli USA”. Al momento non sono stati forniti maggiori dettagli sull’iniziativa, ma Chesky ha precisato che spiegherà tutto nei particolari nelle prossime ore.

WASHINGTON, DC - JANUARY 29: Demonstrators gather near The White House to protest President Donald Trump's travel ban on seven Muslim countries on January 29, 2017 in Washington, DC. President Trump signed the controversial executive order that halted refugees and residents from predominantly Muslim countries from entering the United States. (Photo by Zach Gibson/Getty Images)

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