Facebook: cosa vogliono dire i cuori condivisi sulle bacheche?

Le vostre bacheche Facebook sono invase da cuori condivisi? Si tratta dell'ennesima campagna virale.

cuore

Facebook - Anche le vostre bacheche Facebook sono state invase da cuori condivisi e da richieste di condivisioni di cuori? Lo avrete capito: si tratta di una nuova campagna virale. Che se però non viene spiegata, ha ben poco senso. Tale campagna si accompagna a questo messaggio:

Ciao, puoi mettere un ❤ sulla tua bacheca, senza commenti, solo un ❤, poi invia questo messaggio ai tuoi contatti femminili, dopo aver messo un cuore sulla bacheca della persona che ti ha inviato questo messaggio. Se qualcuno ti chiede perché hai tutti questi cuori in bacheca non rispondere. È per le donne, per ricordare la settimana di prevenzione per il cancro al seno. ❤ Controlla il tuo seno! Tieni il tuo dito premuto sul messaggio e premi "inoltra".

Si tratta di una campagna di sensibilizzazione per la prevenzione del tumore al seno. Ma ci sono diversi problemi in questa campagna. Prima di tutto se non spieghi a cosa serve, ha ben poca utilità, tutto rimane nel tuo giardino. Perché mai poi il messaggio deve essere solo per le donne? Perché solo loro devono ricordarsi della settimana di prevenzione? Mariti, padri, fratelli non hanno forse donne in famiglia a cui potrebbero ricordare questa campagna?

Ma non finisce qui, campagne come questa non servono a nulla. Va da sé che con un click o con un cuore non si cura il cancro, ma neanche si contribuisce a incrementare la prevenzione. Questo perché la campagna con un meccanismo simile rischia di avere l'effetto contrario.

Campagne virali come l'Ice Bucket Challenge hanno funzionato perché chi vi partecipava doveva agire, doveva fare qualcosa di concreto. Con una campagna del genere, tutto quello che succede è che si condivide passivamente un cuore su una bacheca, ottenendo un'immediata soddisfazione perché si è convinti di aver fatto qualcosa in merito, ma in realtà si è solo premuto un tasto con un dito. Non si è agito in alcun modo, si è stati passivi: un'azione virtuale come questa non sostituisce un'azione reale.

Chi condivide questi cuori e pensa di essere virtuoso per questo motivo (criticando poi aspramente chi gli fa notare che non serve a nulla, rispondendo che è meglio condividere che non condividere perché male non fa... buffo, è la stessa scusante di chi condivide bufale e appelli falsi!), probabilmente tre secondi dopo starà già condividendo il prossimo video buffo su YouTube o rispondendo a un nuovo Give Away, scordandosi del tutto della campagna virale che aveva sostenuto con così tanto fervore.

Forse sarebbe meglio, piuttosto che condividere cuoricini, condividere i post della pagina Facebook dell'Airc: così sì che si contribuirebbe a diffondere un po' di prevenzione e conoscenza in più.

Foto | agocs

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