Google costretta a punire Chrome e sé stessa nell'algoritmo di ranking

chrome spam

Google costretta a punirsi da sola. L'intera storia riportata da Search Engine Land ha sicuramente del clamoroso. Ma partiamo come si deve dall'inizio: nella giornata di ieri era circolata la notizia secondo la quale alcuni blogger venivano pagati per usare tattiche di spam SEO per dare "una spinta" al sito web di Chrome, aumentandone così la posizione nel ranking nel motore di ricerca.

Centinaia di articoli palesemente creati solo per spammare, usati per promuovere Chrome ovviamente in contrasto con le stesse regole di Google (come da post di Matt Cutts del 2009): fortunatamente per l'azienda di Mountain View però, l'imbarazzo è stato smorzato dal fatto che la responsabilità sulla violazione sarebbe da attribuire ad Unruly Media, società esterna che Google ha assunto per promuovere Chrome: in parte colpevoli anche i blogger, visto che i link dai post pagati avrebbero dovuto usare il tag rel="nofollow" per non andare a influenzare il PageRank. Cosa che non tutti hanno fatto.

Il risultato di tutto ciò è che Google si è vista costretta a punire Chrome, e quindi sé stessa, nell'algoritmo di ranking, come spiegato allo stesso Search Engine Land:

"Abbiamo indagato e stiamo provvedendo manualmente a degradare www.google.com/chrome, abbassando il PageRank del sito per un periodo di almeno 60 giorni. Ci sforziamo di porre l'attenzione sulle linee guida per webmaster di Google per fornire migliori risultati di ricerca agli utenti. Mentre Google non ha autorizzato questa campagna, e non ci sono più violazioni alle nostre linee guida, crediamo che Google debba tenere uno standard più alto, quindi abbiamo preso un'azione decisa come faremmo contro qualsiasi altro sito."

Un'azione che sicuramente contribuirà a togliere l'imbarazzo a Google, anche alla luce del fatto che come dicevamo non è diretta responsabile. Anche se qualcuno vorrà sicuramente metterci un pizzico di malizia in più pensando alla premeditazione. Lo stesso errore di Unruly Media su una questione particolarmente importante per Google come la promozione di Chrome suona effettivamente strano. Una volta scoperto il fatto comunque, era inevitabile che Google trattasse quello di Chrome come avrebbe fatto con qualsiasi altro sito per evitare di scatenare un vespaio di polemiche.

Via | Readwriteweb.com

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