webOS era destinato al fallimento: parola di ex impiegati HP e Palm

il futuro di webOS

webOS, il sistema operativo Linux-based sviluppato da Palm e acquistato da Hewlett-Packard, non arriverà mai a costituire una minaccia concreta per iOS e Android, non ne ha mai avuto la possibilità. A sostenerlo sono alcuni ex dipendenti Palm insieme ad attuali dipendenti HP che nel corso degli ultimi anni si sono occupati di questo sistema operativo basato sul motore WebKit. Ed è proprio questo uno dei problemi principali, come rivela Paul Mercer, ex senior director of software presso Palm:

Palm ci aveva visto lungo nel voler sviluppare di un sistema operativo basato sulla tecnologa web, ma non siamo stati in grado di realizzare un progetto così ambizioso, in parte perché la tecnologia non c'era ancora e sviluppatori ed ingegneri non erano all'altezza. Basare webOS su Webkit è stato un errore: le performance delle applicazioni non erano ancora buone come quelle sui dispositivi Apple.

A questo bisogna aggiungere la rapidità di sviluppo di webOS: appena nove mesi per completare la sua programmazione, con alcune scorciatoie prese da Palm pur di finire il prima possibile. Palm Pre, il primo smartphone con webOS, è stato rilasciato nel giugno 2009 e le recensioni sono state per lo più negative, principalmente perché il sistema operativo era ancora acerbo e poco performante.

Poco dopo è arrivato l'acquisto da parte di HP - 1 miliardo e 200 milioni di dollari - e i problemi sono aumentati. Molti degli sviluppatori lasciarono le loro posizioni ed andarono a lavorare per altre aziende, come Matias Duarte, indicato come la figura più importante del team webOS: lui fu assunto da Google ed iniziò a lavorare su Android.

Chi rimase fedele a webOS ora sostiene che HP in un primo momento fece del suo meglio, assumendo decine e decine di sviluppatori con l'intenzione di utilizzare il sistema operativo appena acquisito su tutto l'hardware prodotto. Poi, dopo il flop del TouchPad, webOs fu abbandonato. Lo conferma una fonte anonima interna all'azienda: "WebOS diventò il nuovo giocattolino, poi fu semplicemente abbandonato".

Ma cosa cambierà ora che HP ha deciso di rendere webOS open source? Secondo le fonti citate dal New York Times, assolutamente nulla: "se l'idea è quella di costruire un software simile a quello Apple in termini di reattività e bellezza, Webkit continua a non essere un motore adatto allo scopo".

Via | New York Times

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