Twitter è riuscito a far chiudere PostGhost (per ora)

PostGhost, il curioso servizio di cui vi abbiamo parlato pochi giorni fa, ha avuto vita brevissima. Twitter, infatti, è riuscita a farlo chiudere in tempi record, spiegando come il sito violasse le proprie politiche degli strumenti di sviluppo.

PostGhost fino a pochi giorni fa teneva in archivio tutti i tweet rimossi o modificati dagli account verificati e permetteva a chiunque di trovarli e leggerli, proprio come accade con Politwoops, che continua a tenere in archivio solo i tweet dei politici.

Anche Politwoops aveva subito lo stesso trattamento di PostGhost, ma alla fine Twitter aveva deciso di farlo continuare ad operare sottolineando la necessità dei tweet dei politici e funzionari pubblici di “rimanere online e accessibili al grande pubblico” anche se cancellati dal proprietario dell’account.

Il dialogo tra PostGhost e Twitter è ancora attivo e il primo sta continuando a sostenere di meritare lo stesso trattamento riservato a Politwoops: gli utenti verificati, spiegano, sono figure pubbliche per definizione e quando condividono qualcosa sanno che molti altri leggeranno quelle conversazioni. Non solo: sempre più spesso queste figure pubbliche fanno delle dichiarazioni che possono essere considerate politiche. Da qui la richiesta di poter continuare ad operare.

Twitter, al momento, non ha ancora preso una decisione finale sulla questione.

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