Il W3C ha pubblicato la prima bozza delle specifiche di Do Not Track

World Wide Web (W3C)Il World Wide Web Consortium (W3C) ha annunciato la pubblicazione della prima bozza delle specifiche di Do Not Track, lo standard proposto da Mozilla per escludere il tracciamento delle abitudini sul web e non ricevere pubblicità basata sui comportamenti. Possono essere segnalibri, “like” di Facebook, ricerche o visite ai siti web.

Lo standard è stato adottato da Microsoft per Internet Explorer 9: al momento, è l’integrazione più completa di Do Not Track. Le specifiche saranno pronte soltanto entro il giugno del 2012 e, oltre a IE9, l’opzione è disponibile su Firefox 4 o successivi. Ma il primo browser a prevedere qualcosa di simile, curiosamente, è stato IE8.

Dal punto di vista tecnico, il Do Not Track consiste in tre elementi: definizione del sistema, blocco della trasmissione delle informazioni personali e generazione delle liste d'esclusione. Il primo elemento non coinvolge direttamente gli utenti. Il secondo e il terzo specificano se bloccare il tracciamento — e in quali condizioni.

La soluzione è senz’altro encomiabile e può essere utile a realizzare la strategia europea riguardo al trattamento dei dati personali sul web. Tuttavia, per quanto mi riguarda ho espresso delle perplessità con la prima presentazione di Do Not Track, effettuata da Alexander Fowler di Mozilla. Il sistema è difettoso dal concepimento.

La sensazione generata nell’utente è che il Do Not Track blocchi del tutto la trasmissione delle intestazioni del browser a terze parti e impedisca la ricezione di pubblicità basata sulle abitudini. Non è esattamente così: il passaggio dei dati avviene comunque, però il server dovrebbe raccogliere soltanto delle statistiche anonime.

Chi garantisce che il server di terze parti non registri le informazioni trasmesse? Il Do Not Track si limita a segnalare l’intenzione dell’utente di non essere tracciato. È una soluzione fondata sulla buona fede d’ambo le parti, supponendo che quanti forniscono la pubblicità aderiscano allo standard proposto dal W3C. È un placebo.

Via | W3C

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