LinkedIn: 5 modi in cui gli utenti rovinano i profili

Ecco cinque modi in cui gli utenti di LinkedIn riescono a rovinare i loro profili.

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LinkedIn - L'immaginazione delle persone conosce pochissimi limiti soprattutto quando si tratta di descrivere quanto meravigliosi siano. Il problema è che quando si usa l'immaginazione e la verve poetica su un social network come LinkedIn il rischio è quello di creare un tipo di caos molto particolare. Su LinkedIn infatti le persone hanno l'abitudine di descrivere nel dettaglio quanto siano meravigliose, trovano sempre nuovi sistemi per farlo notare. Il guaio è che tali persone non si rendono conto che così facendo rischiano di danneggiare il loro profilo, renderlo meno credibile e talvolta troppo ridicolo, cosa che fa fuggire a gambe levate i datori di lavoro. Ecco perché allora oggi andremo a vedere cinque modi in cui gli utenti riescono a danneggiare il loro profilo LinkedIn:

  1. mettere il titolo accademico dopo il nome: quando vi presentate a qualcuno cosa dite? "Ciao, sono Mario Rossi". Non dite: "Ciao, sono Mario Rossi, dottore". Non importa quanto il vostro titolo sia altisonante, usate il nome e lasciate stare il titolo in quella parte del profilo, voi non siete il vostro titolo. Quello lo indicherete nell'apposita sezione
  2. sintesi che vanno avanti per righe e righe: ci sono persone che non riescono a smettere di parlare di se stesse. Quindi fanno sintesi della loro bravura e di quanto siano meravigliose che potrebbero rivaleggiare con la lunghezza dei Promessi Sposi. Si chiama sintesi, si suppone che dobbiate riassumere, non dilungarvi. Imparate la nobile arte della sintesi, magari esercitatevi su Twitter
  3. iniziare ogni frase con un aggettivo che indichi quanto siete grandi: si sta diffondendo un'abitudine su LinkedIn assai particolare. In pratica ci sono utenti che iniziano ogni frase della loro auto-descrizione con parole come dinamico, eccezionale, affidabile, attendibile... se fate così sembrerete terribilmente insinceri e vanesi
  4. avere un profilo LinkedIn che è stato chiaramente scritto da un reclutatore: se vi fate scrivere il profilo LinkedIn da una di queste figure, fate almeno in modo che non suoni troppo finto e che non si noti lontano un miglio che non è stato scritto di vostro pugno
  5. non inserite mille sigle dopo il nome: primo non tutti sanno cosa vogliono dire, secondo è meglio scrivere qualche dato personale del tipo "Amo fare i lavori con le perline" piuttosto che una sfilza di Mario Rossi, PhD, MBA, ACTW, INFP, ZUT ZUT ZUT... Siete persone o sigle?

Via | BusinessInsider

Foto | dasprid

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