Accordo tra Disney e YouTube per la creazione di serie animate

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Dovrebbe essere annunciato oggi l'accordo tra la Disney Interactive Media e YouTube che porterà, nel corso dei prossimi mesi, alla creazione di contenuti originali che andranno ad arricchire la già vasta offerta di canali inediti annunciata dal colosso di Mountain View e allo stesso tempo porteranno nuovi giovani visitatori al sito internet dell'azienda fondata da Walt e Roy Oliver Disney.

Al momento, infatti, Disney.com non ha molto appeal verso i più giovani: troppo ricco di contenuti e difficile da navigare, l'esatto opposto di YouTube che è ormai diventato un punto di riferimento anche per chi si è avvicinato da poco al mondo di internet. Da qui l'idea dell'accordo: la Disney Interactive Media andrà così a pescare utenti dal celebre sito di condivisione video, mentre YouTube diventerà parte integrante del portale Disney e potrà finalmente pubblicare alcuni dei prodotti tanto amati dai giovani e finora trasmessi soltanto in tv, in uno scambio continuo di visitatori.

Le due aziende dovrebbero spendere tra i 10 e i 15 milioni di dollari per la realizzazione di serie inedite - si parla già di alcuni cortometraggi basati sul gioco per dispositivi mobili "Dov'è la mia acqua?" - prodotte dalla Disney e distribuite su entrambi i portali. YouTube, dal canto suo, includerà nel canale molti dei cortometraggi animati realizzati dagli utenti e visualizzati ogni giorno da milioni di persone.

Per la Disney Interactive, come confermato dal copresidente James A. Pitaro, si tratta di una mossa che dovrebbe fermare il crollo di visitatori registrato in questi ultimi mesi, dai 17.9 milioni di giugno ai 12.7 di settembre:

E' imperativo recarsi dove si trova il nostro pubblico e portare la nostra eredità di narratori ad una nuova generazione di famiglie sulle piattaforme che preferiscono. Il nostro scopo è mettere in produzione quanto prima otto serie originali.

La partnership con YouTube - e la riorganizzazione del sito internet Disney.com - dovrebbe iniziare a mostrare i suoi frutti già a partire dal prossimo autunno.

Via | New York Times

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