Uber, un selfie per scovare gli autisti illegali

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Uber, il fortunato servizio di trasporto automobilistico privato, sembra aver trovato la soluzione a una delle piaghe che più spaventano gli automobilisti da una parte all’altra del Mondo, in modo particolare in Cina dove il fenomeno è più diffuso: gli autisti illegali, quelli si mettono alla guida di autovetture per le quali non sono registrati.

In Cina, infatti, non è affatto insolito che una persona registri la propria automobile con Uber e la lasci guidare anche ad amici e conoscenti, che di fatto trasportano persone pur non avendo alcuna autorizzazione.

E così la soluzione sembra esser stata trovata: Uber, a partire dal mese prossimo, chiederà agli autisti cinesi di utilizzare un software di riconoscimento facciale al fine di verificare che la persona alla guida dell’automobile sia la stessa autorizzata alla guida e al trasporto dei passeggeri. Si dovranno fare un selfie e riceveranno il via libera.

Questa novità permetterà di dare una stretta a una tecnica molto usata in Cina e altrove, evitando di fatto autisti multipli per lo stesso veicolo, pronti a dividersi i guadagni a fine giornata.

Al momento Uber ha confermato che il nuovo sistema sarà introdotto in Cina, ma non è escluso che in futuro sarà esteso anche agli altri Paesi in cui il servizio è attivo, come ulteriore livello di sicurezza per gli utenti che quotidianamente si affidano a Uber per muoversi in città.

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