Grapevine, il servizio di musica che LimeWire non ha mai distribuito

LimeWireÈ passato esattamente un anno dalla chiusura di LimeWire, il programma per scaricare documenti via peer-to-peer. L’azienda è stata citata in giudizio dalla RIAA e la motivazione potrebbe non essere il “danno” provocato alle etichette discografiche. O, per meglio dire, non quello determinato dal download illegale di tracce musicali.

Grapevine è stato un prototipo di applicazione, realizzato da LimeWire per approcciare il mercato dello streaming musicale: il lancio avrebbe anticipato l’arrivo di Spotify negli Stati Uniti. Il progetto aveva assorbito tutte le energie di LimeWire dall'estate del 2010 ed è stato abbandonato definitivamente nel maggio di quest’anno.

Ripercorrendo le tappe del processo a LimeWire, che abbiamo seguito con attenzione, si fatica a parlare di una coincidenza. Spotify è negli Stati Uniti soltanto da un mese e ha dovuto sospendere il servizio gratuito. Forse la RIAA ha più paura dello streaming legale rispetto alla pirateria perché danneggia il monopolio delle major.

Via | GigaOM

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