Regno Unito: i provider richiederanno consenso esplicito per l'accesso ai siti per adulti?

Regno Unito: i provider richiederanno consenso esplicito per l'accesso a siti per adultiSembra quasi allargarsi senza eccezioni la lista dei governi di tutto il mondo impegnati a regolamentare, o meglio a provare a farlo, il mondo di Internet in maniera bizzarra. In questa ottica, registriamo oggi la mossa del Regno Unito, dove a quanto pare i siti per adulti (ovvero pornografici) potrebbero essere presto oscurati dai principali ISP: lo riporta il Guardian, identificando i quattro provider in questione in Sky, British Telecom, Talk Talk e Virgin.

La giustificazione sembrerebbe essere la solita: l'intenzione di tutelare i bambini impedendo loro l'accesso a contenuti a essi poco indicati, costringendo così gli abbonati a tali ISP a dare un consenso esplicito per l'accesso ai siti vietati ai minori. Pur condividendo la nobiltà dell'intento, come spesso accade in casi del genere i dubbi sono molti: a partire dal fatto che i provider (e chissà chi altro) avranno a disposizione un dato che possiamo sicuramente ritenere sensibile, espressamente fornito dai loro utenti che immaginiamo non saranno contenti di far sapere a terzi di avere intenzione a propri di visitare qualche sito di questo genere. Senza contare la paura di finire in una sorta di "lista dei pervertiti".

Ma la polemica riguarda anche i filtri a livello ISP, dimostratisi più di una volta tutto tranne che infallibili in quanto non in grado di coprire tutto ciò per cui sono stati costruiti, scoprendo allo stesso tempo il fianco a una possibile serie di falsi positivi. Chi e come gestirebbe questi ultimi? Chi e come invece gestirebbe l'intera lista? Quali sarebbero i contenuti "meritevoli" di finire nella black-list? Foto, video? Un semplice nudo, un mezzo nudo? Troppe domande che non trovano una risposta e che vanno a minare la libertà e la neutralità della rete.

Via | Neowin.net

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