Twitter pensa alle campagne di propaganda politica con la pubblicità

Twitter MediaTwitter intende incrementare il proprio modello di business approfittando delle prossime elezioni presidenziali statunitensi. L'uso della piattaforma di microblogging nelle “tornate” elettorali ha suggerito l'investimento sulla pubblicità dei candidati in aggiornamenti sponsorizzati, argomenti popolari, profili suggeriti e ricerche.

Una grande enfasi sull'importanza di Twitter per la comunicazione istituzionale è stata data proprio da Barack Obama, che nel 2012 aggiornerà personalmente il proprio account a supporto della campagna per la rielezione. Il giro d'affari delle presidenziali è attorno a $1 miliardo: Twitter vuole aggiudicarsene una parte consistente.

Gli Stati Uniti non sono l'unico obiettivo di Twitter: la piattaforma è già stata tradotta in molte lingue, incluso l'italiano, e gli spazi potrebbero essere acquistati per amministrative e politiche nel nostro Paese. Un aspetto destinato a fare discutere, mentre è in atto la raccolta firme per il referendum sulla legge elettorale.

In Italia, infatti, la propaganda elettorale è normata a vari livelli e Twitter potrebbe diventare l'ennesimo escamotage per violare le leggi vigenti. Ad esempio, la “par condicio” tutela la proporzionalità degli interventi dei candidati e dei loro rappresentati sui medium tradizionali (stampa, radio e televisione). Non su internet.

L'acquisto di spazi pubblicitari pubblici a pagamento, in particolare i manifesti elettorali, è ammessa fino a trenta giorni prima delle elezioni: dopodiché sono autorizzati soltanto gli spazi assegnati col metodo proporzionale a tutte le liste. Contemporaneamente, è noto che i banner su internet compaiono senza scadenze temporali.

Fare campagna elettorale durante il voto è considerato, in Italia, un reato penale punibile con l'arresto: eppure i candidati inviano messaggi su Facebook a urne aperte. Twitter, proponendo della pubblicità in chiaro, dovrebbe porre il problema di normare le attività sul web. La pubblicità non è equiparabile a un organo di partito.

Via | TG Daily

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: