Facebook e social network bloccati in Bangladesh per fermare i criminali

Facebook, WhatsApp e altri social network sono stati bloccati in Bangladesh per fermare la criminalità. Ma gli utenti aggirano il blocco e protestano.

Facebook - Ancora difficile la situazione in Bangladesh per quanto riguarda internet e i social media. La settimana scorsa il Governo aveva ordinato di bloccare l'accesso a Facebook, WhatsApp e a tutti gli altri social network nell'ambito della lotta contro la criminalità. A seguito di questo ordine si era generato un caos tale che per più di un'ora il Bangladesh non è riuscito ad accedere a internet. Ancora adesso, a una settimana di distanza, i cittadini del Bangladesh hanno un accesso ridotto a tali servizi, ben che vada riescono ad accedere a singhiozzo a Facebook Messenger, Viber e WhatsApp.

Il Bangladesh continua a bloccare l'accesso ai social network


bangladesh

La settimana scorsa il Primo Ministro Sheikh Hasina aveva spiegato come alcuni criminali stessero abusando di alcuni social media, fra cui anche WhatsApp e Viber. Per questo motivo il Governo aveva deciso di interrompere per il momento il funzionamento di tali applicazioni in modo da arrestare i colpevoli. Tuttavia alcune fonti sostengono che il vero motivo di questo blocco sia un altro: il blocco servirebbe a sedare i disordini insorti dopo le esecuzioni dei due leader politici Salahuddin Quader Chowdhury e Ali Ahsan Mohammad Mujahid accusati di crimini contro l'umanità da un tribunale speciale.

Fra questi crimini rientrerebbe anche il genocidio del 1971 avvenuto durante la guerra di indipendenza con il Pakistan: il problema è che nonostante questi trascorsi i due fossero importanti figure politiche e le loro condanne a morte hanno creato scompiglio fra i sostenitori.

Tuttavia gli utenti non si sono dati per vinti: alcuni sostengono che adesso Facebook funzioni a intermittenza, altri dicono di riuscire ad utilizzare la chat, mentre molti altri ancora lamentano il fatto che tali servizi siano ancora sospesi. E non si sa quando verranno ripristinati: le esecuzioni hanno avuto luogo sabato e ancora i social media non funzionano correttamente.

In realtà alcuni utenti più smanettoni sono riusciti a bypassare il blocco, tanto da postare anche commenti per informare la gente su come aggirare tali blocchi. Per esempio Arif R. Rahman, uno degli utenti di Facebook più popolari in Bangladesh, ha spiegato come sia riuscito ad aggirare il blocco sfruttando un server proxy che ha collocato la sua posizione da qualche parte in Papua Nuova Guinea. Un esperto di sicurezza online, Sumon Ahmed Sabir, ha poi rivelato come sia impossibile bloccare del tutto qualcosa su internet, ci sono centinaia di porte posteriori da cui entrare. Per i più smanettoni è abbastanza semplice trovare il modo di aggirare tali blocchi, il problema sono gli utenti normali che non sanno come evitare il divieto.

Per aggiunger beffa al danno, il Ministro Zunaid Ahmed Palak ha postato una foto sul suo profilo ufficiale Facebook proprio durante i giorni del blocco, mentre anche la pagina ufficiale Facebook del Governo è stata aggiornata un paio di volte negli ultimi giorni. Ma come, non erano stati loro a bloccare tutto? O il blocco vale solo per i cittadini comuni?

Via | Gizmodo.com - DW.com

Foto | rapidtravelchai

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