Uso di Telegram da parte di ISIS, il fondatore dell'app ne era al corrente da tempo

Aggiornamento del 20 novembre 2015 - A cura di Rosario.

Dopo l'annuncio della chiusura di 78 canali Telegram legati a ISIS, Engadget ha rispolverato un'intervista fatta al fondatore dell'app Pavel Durov, in occasione del TechCrunch Disrupt di settembre scorso. Tra le varie domande, anche quella specifica legata all'uso della piattaforma da parte dei terroristi, alla quale Durov risponde così:

"Credo che la privacy e il diritto alla privacy siano cose più importanti della nostra paura che possano accadere cose cattive, come il terrorismo. Se guardiamo all'ISIS -- sì, c'è una guerra in Medio Oriente. È una serie di eventi tragici. Ma alla fine l'ISIS troverà sempre un modo per comunicare al proprio interno. E se qualche mezzo di comunicazione dovesse risultare non sicuro per loro, passerebbero semplicemente a un altro. Credo quindi che non stiamo prendendo parte a queste attività. Non credo che dobbiamo sentirci colpevoli per questo. Credo ancora che stiamo facendo la cosa giusta: proteggere la privacy dei nostri utenti."

Come sempre, non possiamo ovviamente incolpare il mezzo per l'uso illecito che se ne fa. Ciò che al momento è sotto discussione, tuttavia, è il comunicato che Telegram ha diffuso ieri, all'interno del quale lo staff dell'app si diceva "scosso dalla scoperta che i canali pubblici di Telegram vengono usati dall'ISIS per propaganda". Le parole di Pavel Durov, infatti, dimostrano che la cosa era già nota da almeno un paio di mesi.

Telegram blocca alcuni canali di chat usati da ISIS

Post originale del 19 novembre 2015 - A cura di Rosario.

telegram.jpg

Telegram ha annunciato di aver bloccato una serie di canali di chat usati da ISIS, come via di propaganda e reclutamento dello Stato Islamico. Il gruppo di terroristi che operano in rete aveva infatti adottato la funzione di broadcast pubblico dell'app di comunicazione per dare notizie e diffondere video riguardanti le attività.

Tra i vari usi di Telegram fatti da ISIS, anche il suo uso per rivendicare i recenti attacchi a Parigi, così come l'abbattimento dell'aereo russo in Egitto di qualche settimana fa. Lo staff dietro all'applicazione, particolarmente apprezzata per il suo livello di sicurezza, ha dunque deciso di non stare a guardare, chiudendo quelli che sarebbero 78 canali legati a ISIS.

Diventato rapidamente uno dei mezzi di comunicazione preferiti da ISIS, Telegram contava circa 10.000 follower su alcuni dei anali chiusi, come affermato da Rita Katz, a capo di una società che si occupa di sorveglianza e intelligence. Il provvedimento segna un deciso cambio di rotta per l'app, accusata di adottare una linea troppo morbida nei confronti di ISIS a differenza da altre piattaforme come Facebook e Twitter.

Telegram ci ha comunque tenuto a precisare che l'azione non è da confondere con la volontà di rispettare la libertà di parola:

"Mentre blocchiamo bot e canali usati da terroristi, non blocchiamo nessuno che esprima in modo pacifico opinioni alternative."

Via | Reuters.com
Foto | Jablabs

  • shares
  • Mail