Twitter: 10 ragioni per cui Jack Dorsey si scusa con gli sviluppatori

Ecco 10 ragioni per cui Jack Dorsey di Twitter si deve scusare con gli sviluppatori.

Twitter - Si continua a parlare di Twitter e di Jack Dorsey, questa volta perché pare che il CEO si sia scusato con gli sviluppatori a causa dei numerosi errori commessi. Ecco dunque i dieci errori per cui Jack Dorsey di Twitter si è scusato con gli sviluppatori:

  1. Twitter e l'app ufficiale per il Blackberry: successe nel 2010, Twitter lanciò quella che venne etichettata come l'app ufficiale, peccato che ci fossero già delle applicazioni Twitter per Blackberry come UberTwitter e Seesmic. Da allora Twitter ritirò la parola "ufficiale", secondo Ryan Sarver il client Blackberry non avrebbe mai dovuto essere classificato come "ufficiale"
  2. Twitter acquista Tweetie: esattamente un giorno dopo l'annuncio di cui sopra, ecco che Twitter annunciò di aver acquisito Atebits, la società che stava dietro Tweetie, il client indipendente per Twitter su iOS. In effetti fino a quel momento Twitter era dipeso da sviluppatori di terze parti, su iOS per esempio c'erano Echofon e TweetDeck, ma se Twitter voleva guadagnare ed espandersi doveva creare un'app tutta sua
  3. Stop alla conferenza per sviluppatori Chirp: in pratica dopo la prima del 2010, Twitter aveva deciso che fosse una tantum, quindi nel 2011 niente Chirp... in pratica Twitter cancellò quello che avrebbe potuto essere un bel raduno annuale per gli sviluppatori. Idem nel 2012 e nel 2013, salvo poi ritornare sui propri passi nel 2014 e tenerne una seconda qualche giorno fa. Meglio tenersi cari gli sviluppatori
  4. Twitter si chiude a riccio e diventa territoriale: successe nel 2011, in un messaggio sulla ormai defunta lista nella Twitter API email ecco che Sarver spiegava Twitter aveva chiaramente detto agli sviluppatori che il social network non gradiva che costoro costruissero client che imitavano o riproducevano Twitter in modo da tutelare la privacy degli utenti
  5. Il magic quadrant fallimentare di Twitter: questo successe nel 2012, si trattava di un magic quadrant utilizzato per le API di Twitter (suddiviso in Engagement, Consumer, Analytics e Business) che ha solo peggiorato la situazione del social network
  6. Twitter limita le API: nel 2012 Michael Sippey annunciò sul blog che gli sviluppatori avrebbero avuto bisogno di permessi se le loro applicazioni superavano i 100.000 token. Questo limite dei 100.000 utenti infastidisce ancora oggi gli sviluppatori


  7. Twitter elimina l'integrazione con LinkedIn, Tumblr e Instagram: nel 2012 LinkedIn annunciò che i tweet non sarebbero più apparsi su LinkedIn. Poi tre mesi dopo l'acquisizione di Instagram da parte di Facebook, ecco che venne bloccato anche l'accesso alle API di Instagram. Stessa sorte toccò a Tumblr
  8. Twitter minaccia Twitpic: nel 2014 i legali di Twitter chiesero a Twitpic di rinunciare alla loro applicazione per quanto riguardava il nome altrimenti avrebbero perso l'accesso alle API. Cosa scioccante in quanto la loro domanda risaliva al 2009
  9. Twitter elimina Meerkat e acquisisce Periscope: curiosamente Twitter ha a malapena dato conferma ufficiale dell'acquisizione di Periscope
  10. Twitter uccide Politwoops: Twitter ha negato l'accesso alle API per il sito Politwoops della Sunlight Foundation, quello che salvava i tweet cancellati dai politici. Il blocco è arrivato prima negli Stati Uniti e poi in tutti gli altri paesi

Via | VentureBeat

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