I 5 malware più pericolosi di settembre 2015

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Se durante il mese di settembre il vostro computer è stato infettato da malware, siete stati in ottima compagnia. Per l’European Cyber Security Month, la società specializzata in sicurezza ESET ha pubblicato la classifica delle minacce informatiche più diffuse in Italia, dedicata al mese di settembre 2015. Vediamola insieme:


  1. Win32/TrojanDownloader.Wauchos – rilevato nel 4,62 % delle infezioni: un trojan che tenta di scaricare altri malware da Internet, che una volta installato diventa eseguibile a ogni avvio del sistema. Può creare ed eseguire un nuovo thread con il suo codice programma e, subito dopo l’istallazione, è in grado di cancellare il file eseguibile originale. Questo trojan acquisisce informazioni e comandi sul sistema operativo, sulle impostazioni di sistema e sull’indirizzo IP del computer da remoto o da Internet. Riesce inoltre ad eseguire programmi e ad aggiungere e cancellare voci dal registro. L’Italia è il paese che continua a registrare la più alta prevalenza a livello mondiale.

  2. JS/TrojanDownloader.lframe – rilevato nel 2,08% delle infezioni: non uno ma una serie di trojan, che reindirizzano il browser a uno specifico URL contenente un software malevolo. Il codice del malware viene di solito inserito all’interno di pagine HTML.

  3. Win32/TrojanDownloader.Waski– rilevato nel 1,57 % delle infezioni: un altro trojan che tenta di scaricare altri malware da Internet e, una volta installato, diventa eseguibile a ogni avvio del sistema.

  4. Win32/Filecoder – rilevato nel 1,19% delle infezioni: un trojan che cripta i file dell’utente e richiede alla vittima un riscatto in cambio del software di decodifica. Per infettare i PC, in questo caso gli hacker utilizzano diverse tecniche di infiltrazione come download guidati da siti infetti, allegati email, installazione tramite altri trojan o backdoor, o addirittura installazioni mirate.

  5. JS/TrojanDownloader.Nemucod - rilevato nell’1,08 % delle infezioni: un trojan che reindirizza il browser a uno specifico URL contenente un software malevolo. Il codice del malware viene di solito inserito all’interno di pagine HTML.

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