Crisi d'astinenza da Internet: gli utenti si sentono soli e sconvolti

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Vi è mai capitato di diventare pazzi alla ricerca di connessione quando siete in vacanza, o di arrabbiarvi terribilmente quando il router non funziona o ancora di sentirvi soli in mancanza di Internet a disposizione? La crisi d'astinenza da Internet esiste, è un fenomeno studiato da anni e le ricerche proseguono approfondendone gli effetti. Ormai tra smartphone, tariffe agevolate, chiavette, tablet e portatili ultraleggeri, possiamo definirci individui sempre connessi. Se Internet è diventato parte della nostra quotidianità, sentirne la mancanza è dunque normale, ma fino a che punto?

Fino a sentirsi soli, isolati, ansiosi, scossi, come se ci venissero tagliate le mani. Queste le risposte ottenute da un gruppo di ricercatori inglesi che hanno interrogato 1.000 persone sulle abitudini quotidiane legate ad Internet. Ai partecipanti della ricerca è stato chiesto precisamente cosa provino durante un'intera giornata lontani da dispositivi tecnologici: il 53% si sente turbato e il 40% si sente solo nell'impossibilità di andare online, anche per un breve periodo di tempo.

È stato quindi chiesto di stare per 24 ore lontani da qualsiasi dispositivo che acceda ad Web: gli utenti hanno dichiarato una difficoltà pari a quella provata per smettere di bere o fumare. Una persona in particolare si è sentita come se gli fossero state amputate le mani.

I risultati di questa ricerca coincidono perfettamente con lo studio dell'Università del Maryland condotto all'inizio del 2011: è stato chiesto agli studenti di non accedere a Internet e non utilizzare media di vario genere per un giorno. L'esperienza è stata descritta con termini normalmente legati alle crisi di astinenza, di cui un esempio:

Nonostante io abbia iniziato la giornata sentendomi bene, ho notato che il mio stato d'animo ha iniziato a mutare intorno a mezzogiorno. Ho iniziato a sentirmi isolato e solo. Ho ricevuto diverse telefonate alle quali non ho potuto rispondere. Alle 2 del pomeriggio ho iniziato a sentire l'urgenza di controllare la mail dandomi un milione di scuse per farlo. Mi sono sentito come una persona su un'inola deserta. Ho notato che fisicamente mi agitavo, come se fossi dipendente dal mio iPod e dagli altri media, e forse lo sono.

Una testimonianza che potrei condividere. Da quando Internet è diventato parte del mio lavoro, un eccellente strumento di informazioni aggiornate in tempo reale e un modo per stare in continuo contatto con i miei amici lontani, è diventato quasi imprescindibile. Ho un cellulare sempre connesso, un tablet per la lettura dell'informazione in mobilità e naturalmente una chiavetta per lavorare ovunque io sia.

Sono esagerata? L'attaccamento al Web rappresenta una dipendenza da stigmatizzare o semplicemente un'abitudine che ha cambiato il modo di vivere? Pensiamo al cellulare, ad esempio. Quando ero bambina nessuno lo aveva, riuscivamo a vivere bene comunque. Oggi, senza cellulare, ci sentiremo spersi e isolati, ce la caveremmo comunque, ma la sensazione è quella di aver perso "un pezzo". Voi vi definite dipendenti?

[Via Chron.com | Foto Flickr]

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