BMW non venderà il dominio Alphabet.com a Google

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Subito dopo l’annuncio a sorpresa di Larry Page, che ha presentato al mondo la nuova holding Alphabet, il sito alphabet.com è stato preso d’assalto al punto da essere andato in down più volte nelle ultime ore - anche adesso, alle 17.00 del 12 agosto, risulta inaccessibile. Peccato, però, che quel sito non abbia nulla a che vedere con la holding che prenderà il posto di Google nella sua conformazione attuale.

Alphabet.com è il sito ufficiale di un’azienda di proprietà della tedesca BMW (così come lo è il marchio registrato Alphabet), che non ha nessuna intenzione di vendere o cedere quel dominio, come confermato dal portavoce di BMW a Monaco Micaela Sandstede, che si è affrettata a sottolineare come quel sito sia essenziale per l’attività di Alphabet.

Per carità, Google non è la prima azienda a trovarsi davanti all’ostacolo di un dominio già registrato da altri, ma quello con cui l’azienda di Mountain View potrebbe non aver fatto i conti è la possibile violazione di copyright. E’ vero, le due aziende fanno cose diverse, ma se l’utilizzo dello stesso nome rischia di creare confusione tra i consumatori, i problemi potrebbero nascerebbe eccome.

BMW, lo scrive oggi il New York Times, sarebbe già al lavoro per capire se si è di fronte a una possibile violazione del trademark, visto che anche Google ha messo da tempo i piedi nel settore automobilistico. E lo stesso stanno facendo diverse altre aziende, anche quotate in borsa, che con Alphabet condividono parte del nome, a partire da Alphabet Funds, che già in passato aveva provato a comprare il dominio in oggetto.

Al momento i vertici della neonata Alphabet tacciono e per pubblicizzare la nuova holding si è optato per il sito abc.xyz.

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