Eventi su Facebook: cisaròisti contro giustificazionisti

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Una volta si telefonava, poi è arrivato il cellulare, infine le mail, oggi Facebook: dove per far sapere a tante persone di un evento, ci sono le pagine omonime. Si crea la pagina, si mandano gli inviti ad amici e parenti, si attende qualche minuto e arrivano i primi "parteciperò": e lì comincia il bello. E per me ci sono due fenomeni interessanti, magari li avrete osservati anche voi. Vediamo di analizzarli brevemente.

Il primo è il cisaròismo incondizionato. Tutti rispondono che parteciperanno, tutti ci saranno a tutto, tutti spergiurano la loro presenza: vogliono unirsi a questa comunione digitale, il cui timbro di sincerità è il volto apposto a fianco del nome. Hanno detto che partecipano, non possono non partecipare: ci saranno. Non è vero niente. Nella realtà le cifre crollano - se ne accorse lo scrittore Sandrone Dazieri, che di lì in poi se ne andò via da Facebook, lasciando però ai posteri un case study cisaròista perfetto.

Molti dicono che parteciperanno solo per avere un reminder, in quella specie di agenda digitale che diventa il social network: il giorno X apriranno la pagina e sarà come leggere un'agenda. Ecco perché affermano con la perentorietà di un clic che parteciperanno anche a eventi dall'altra parte del mondo, dove la loro presenza fisica sarebbe possibile solo col teletrasporto, o con un corso rapido di bilocazione. L'organizzatore intanto, si illude...

Ma avrà di che consolarsi a breve. Il secondo fenomeno, il secondo caso umano è il filone dei giustificazionisti. A me fanno impazzire, li abbraccerei tutti, sono straordinari: sono quelli che scrivono, quando invitati a un qualunque evento "Bellissimo! Che meraviglia! Ma non ci sono, vivo a Toronto", oppure "Splendida idea, peccato: sono a Bologna". La loro sincerità - o la loro bugia, non importa - nel microcosmo social irrompe con una grazia inattesa.

Il risultato finale sono bacheche di eventi in cui i partecipanti mischiano esistenze degne di Manuel Fantoni in Borotalco, ricordate il film con Carlo Verdone? Manca poco che si imbarchino su un cargo battente bandiera liberiana - o forse sono già a bordo di quel cargo e quindi non saranno al nostro evento - e tengono comunque molto a fartelo sapere che "È bellissimo! Ma non posso: devo tagliarmi le unghie. Dei piedi".

Foto | Flickr

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