Yelp accusa Google di degradare i risultati per promuovere i suoi servizi

Yelp si allea con il pioniere della net neutrality Tim Wu per uno studio nei confronti di Google: ecco i risultati.

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Tra Yelp e Google non corre buon sangue. Una storia abbastanza vecchia, tornata alla ribalta in queste ore dopo le nuove accuse della piattaforma di rating per ristoranti e divertimenti nei confronti del motore di ricerca. Nel dettaglio, secondo Yelp i risultati delle ricerche effettuate su Google sarebbero degradati volutamente dallo staff di Mountain View.

Per studiare nello specifico le dinamiche di Google, stavolta Yelp si è alleata con Tim Wu, pioniere della net neutrality in America e consigliere della Federal Trade Commission tra 2011 e 2012. Lo studio, consultabile su Slideshare, dimostrerebbe come Google aggiunga ai risultati elementi provenienti da servizi come Google+, abbassando la qualità dei risultati agli occhi degli utenti.

Tra i soggetti che hanno partecipato ai test, il 45% si sarebbe infatti dimostrato maggiormente incline a cliccare su risultati che sembrassero puramente organici, a dispetto di altri dove apparivano recensioni di Google+ o altri elementi legati all'ecosistema Google. Una prova, secondo Wu e Yelp, che il colosso informatico preferisca compromettere la qualità delle ricerche, per promuovere le sue attività sul web.

Come dicevamo, le accuse a Google da parte di Yelp non nascono di certo oggi: su TechCrunch un anno fa si parlava di pratiche ancora più scorrette. Cercando per esempio il nome di un ristorante seguito dalla parola "yelp", secondo la piattaforma di valutazione appariva in alcuni casi come primo risultato il sito web dell'attività accompagnata dalle recensioni su Google, e non la pagina di Yelp come ci si sarebbe aspettato.

Tuttavia, i detrattori dello studio citano l'estremo interesse della società di mettere Google in cattiva luce nei confronti dell'antitrust, tentando così di costringere la società di Larry Page a dare più spazio alle alternative. Per fugare questi dubbi ci vorrebbe quindi un secondo studio, di tipo indipendente.

Via | Engadget.com
Foto | TechCrunch

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