Facebook risponde a Paul Ceglia

Facebook risponde a Paul Ceglia

Dopo la pubblicazione del presunto scambio di email avvenuto tra Mark Zuckerberg e Paul Ceglia, sembrava strano che da Facebook non arrivasse una dichiarazione ufficiale in merito all'ultimo sviluppo sulla causa che vede l'uomo di New York reclamare la propria quota all'interno del social network, grazie a un presunto contratto risalente al periodo della fondazione di Facebook a cavallo tra 2003 e 2004.

Il mese scorso da Facebook era arrivato solo un mezzo no-comment, definendo le email “fabbricate ad arte”, e nulla più: adesso invece possiamo saperne di più sulla posizione ufficiale dell'azienda, grazie a quanto dichiarato nei confronti della Corte Distrettuale di Buffalo:

"Questa causa è una frode spudorata e oltraggiosa nei confronti della corte. Il querelante è un inveterato artista del raggiro le quali colpe vanno oltre le decadi e i confini. La sua ultima e più prolungata frode è la pretesa relativa a qusto procedimento, basato su un contratto falsificato e su evidenza fabbricata. Il querelante dice di aver 'scoperto' un presunto contratto che gli dà il possesso del 50% della proprietà di Zuckerberg su Facebook. Il presunto contratto sarebbe stato firmato nel 2003, ma il querelante ha aspettato il 2010 per far partire l'azione legale - un ritardo di sette anni durante i quali il querelante sarebbe rimasto in silenzio mentre Facebook cresceva diventando una delle aziende più conosciute al mondo. Il querelante è uscito ora allo scoperto pretendendo miliardi in danni"

Niente che in realtà non vada a rimarcare ancora una volta la posizione di Facebook in merito alla vicenda, con dei toni per questa contro-accusa più accesi che mai nel definire l'operato di Ceglia un'intera truffa messa in atto a opera d'arte. Inutile dire che ne vedremo arrivare ancora delle belle dallo scontro tra Zuckerberg e il suo presunto socio.

Via | Nytimes.com

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