Matt Stinchcomb racconta la storia di Etsy.com


Online dal 18 giugno 2005, oggi Etsy è una realtà enorme: se non conoscete Etsy, è una via di mezzo tra Amazon e eBay incentrata su prodotti artigianali: le regole del sito vietano di mettere in vendita prodotti che non siano stati creati a mano dal venditore stesso. Il mese scorso erano in copertina su INC (qui il pezzo, che vi consiglio come lettura complementare). A Berlino per #Next11 abbiamo intervistato Matt, responsabile delle operazioni globali del sito.

Sei stato uno dei fondatori?

No, solo uno dei primissimi collaboratori, al college ero in dormitorio insieme ad uno dei fondatori, ero lì quando ha lanciato l'idea. Rob Kalin.

Di solito il primo collaboratore è un programmatore...

I tre fondatori erano già loro programmatori. Poi sono arrivato io, a fare un po' tutto quello che serviva, ho iniziato io il marketing e cose di questo genere.

Che ricordi hai dei primissimi giorni di Etsy?

Ehm... ce ne sono tanti. Ricordo con piacere la quantità di cose diverse che si facevano: i server stessi son stati costruiti con le nostre mani, i cavi, non avevamo soldi. Quando sei parte di un progetto non pensi alla possibilità di insuccesso, ma poi dopo quando ti guardi indietro, ti dici: "Cavolo, ha funzionato per davvero?" Resta sempre tanto amore per quei giorni.

Quali son stati i punti di svolta del progetto?

Son stati tanti. Ad esempio quando abbiamo lanciato la Versione 2, novembre 2006: abbiamo tirato giù il sito per tre giorni proprio prima del Natale, quando tutti sono online a fare shopping. I clienti son tornati tutti dopo il downtime, una cosa fantastica. Mi ricordo quando abbiamo toccato il milione di dollari di vendite, calcola che nei primi sei mesi di vita avevamo messo insieme centosessanta dollari in tutto. Poi il secondo anno abbiamo fatto sette milioni, e poi 27 e ora 600 con l'anno in corso.


Avete fatto festa, champagne?

No, la prima festa l'abbiamo fatta quando abbiamo venduto l'oggetto numero centomila, è stato bellissimo. Ci son stati tanti momenti così, mi ricordo ad esempio il primo ufficio, l'emozione di entrarci per la prima volta.

Per quanto siete rimasti in garage e in cameretta?

Mah, per i primi due anni circa. Chris Maguire e Haim Schoppik, due dei fondatori, lavoravano alla programmazione da Jersey City, erano nel loro mondo, non ci interagivo molto. Jared era in New Mexico, per un pezzo non lo abbiamo nemmeno incontrato fisicamente. Rob ed io eravamo a Brooklyn. Rob girava in auto per il paese, era in giro che canalizzava Bob Dylan, roba del genere, in Minnesota, si voleva stabilire lì. Poi ho trovato un ufficio downtown a Brooklyn, io volevo prendere uno spazio solamente, ma Rob mi dice di prendere tutto il piano per intero. E i soldi? Eravamo solo in sei. Ma lui guardava avanti, aveva la vision, voleva diventare grosso. Così abbiamo preso tutto, avevamo un dial up, nemmeno la banda larga. Facevo di tutto. Ero lì da solo! Ogni giorno mi spostavo in un punto diverso dell'ufficio.

Qual è la musica di Etsy? La sensazione che ho è quella di gente che guarda le stelle, atmosfere cosmiche.

Ah, bella domanda. Rob e io probabilmente Bob Dylan e Neil Young, e io... è strano, io suonavo la chitarra e uno dei motivi per cui Rob voleva che lavorassi con loro era per imparare da me a suonare. Ascoltavamo anche ska, anni '80.

Si parla tanto dello internet of things: se pensi ad Etsy tra dieci anni, cosa vedi?

Sì son cose che iniziano ad emergere. Penso ad Etsy in maniera molto diversa dagli inizi, l'artigianato fatto a mano non è un sistema di produzione, è uno stile di vita. hai un tipo di scambio particolare con il compratore. Anche la musica si può fare a mano, il codice informatico, Etsy è qualcosa di fatto da persone in carne e ossa, l'idea è quella dell'elemento umano. È interessante, la community degli hacker hi tech è stata vicina a Etsy: pensa che Philip Torrone di Make Zine lavorava da noi in ufficio, gli avevamo dato uno spazio. Ma non penso che Etsy cambierà così tanto anima, chip e sensori arriveranno ma non diventeranno l'entità predominante.

Qual è il piano strategico del CEO?

Rob è tornato a fare l'amministratore delegato.

Editoria? Potreste tranquillamente iniziare a vendere prodotti dell'ingegno, ad esempio scritti o film, sviluppare una parte virtuale di Etsy.

No, non ci stiamo pensando, la vision attualmente è di concentrarci sugli elementi sociali, iniziare a creare qualcosa che permetta di scoprire nuovi artigiani e nuovi prodotti. Non algoritmi, ma dati sociali. Etsy ha l'idea di connettere le persone con uno scambio, che può essere di natura commerciale, ma anche molte altre cose. Può essere una conversazione. Il futuro di Etsy è di far incontrare la gente: uno scambio che può essere un baratto, un pagamento in moneta virtuale, un investimento a livello locale.

E la community che ne dice?

Penso che Etsy diventerà più che una sola community: i valori resteranno gli stessi ma con una serie di community differenti. Immagino anche strumenti di Etsy che permettano di aprire a ciascuno il proprio mercatino online.

Qualcosa come Reddit, con i Subreddit?

Sì qualcosa del genere. Se lo realizzi bene, ad esempio la comunità delle mamme non interferirà con quella degli hacker, ciascuno avrà un suo spazio.

Ultima domanda: una cosa che ti ha sbalordito della vostra community?

Le community sono magiche, una cosa da pazzi. Ogni singolo capello bianco che ho in testa arriva dalla community di Etsy. Avere un rapporto con una community è molto stressante, per chi la deve gestire. Le barriere naturali dell'interazione umana, quando passano online si dissolvono con grande facilità. Ma allo stesso tempo, mi affascina. Etsy crea un sacco di opportunità, di fare amicizie o affari. E' una grande fonte di ispirazione, parlo tantissimo con i venditori su Etsy.

Ultimissima domanda. Raccontaci qualcosa degli spazi fisici che gestite per la community.

Ne abbiamo uno a Brooklyn e uno qui a Berlino, ma viaggiamo molto, abbiamo un furgone e siamo stati a Monaco, Amburgo e Amsterdam, Parigi e Londra. E' come un'università, teniamo corsi di imprenditorialità e corsi di artigianato.

Fate anche mercato fisico?

No, solo lezioni.

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