Le domande di sicurezza? Non sono poi così sicure, parola di Google

Pensate di aver dato risposte uniche e originali? Google vi assicura che il vostro account non è poi così al sicuro.

domande di sicurezza

Quante volte, in fase di creazione di un account, siamo stati chiamati a inserire delle domande di sicurezza? Tante, troppe volte. Eppure le domande di sicurezza, superflue per chi utilizza l’autenticazione a due fattori, non sarebbero poi così sicure. A rivelarlo è uno studio presentato da Google alla recente World Wide Web Conference.

Google ha abbandonato da un po’ l’utilizzo delle domande di sicurezza a favore dell’autenticazione a due fattori - stesso discorso per Apple - ma tutti gli anni in cui sono state in vigore hanno permesso all’azienda di Mountain View di raccogliere informazioni e fare analisi approfondite. Si è scoperto, non è una sorpresa, che il problema principale è che le risposte sono troppo facili da ricordare o troppo difficili da indovinare. Mai entrambe le cose.

Pensiamo di essere così unici, ma non lo siamo affatto. Le domande di sicurezza più comuni possono essere indovinate correttamente con 10 tentativi, con un successo che va dal 20 al 39%, ma ci sono domande che rendono ancora più semplice la vita dei malintenzionati: la risposta al “vostro cibo preferito” è molto spesso pizza, mentre il nome del vostro animale domestico può essere trovato in pochi istanti via Facebook. Chi non condivide una foto del proprio cane o gatto?

Tendiamo, secondo Google, a optare per domande e risposte semplici, specie perchè le risposte più elaborate e complesse sono più difficili da ricordare anche per noi che le scegliamo.

L’utilizzo di due domande di sicurezza, inoltre, riduce sensibilmente la possibilità che un attacco abbia successo, ma riduce anche la possibilità che, quando necessario, riusciremo ad accedere correttamente al nostro account: solo nel 59% dei casi gli utenti riescono a ricordare le risposte a entrambe le domande.

Anche per le domande di sicurezza vale il discorso delle password: non dobbiamo essere banali, cerchiamo risposte moderatamente complesse e facili per noi da ricordare. Se il servizio ci dà la possibilità di inserire una domanda personalizzata percorriamo quella strada e allontaniamoci dalle domande più banali come il nome del nostro migliore amico, il nostro maestro preferito alle elementare o il cognome di nostra madre.

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