Vatican Blogger Meeting 2011


Si è svolto nei giorni scorsi a Roma il primo evento legato all’interazione tra quella che viene chiamata comunemente la blogosfera ed l’istituzione della Santa Sede, che a Roma festeggiava il momento culminante della beatificazione di papa Giovanni Paolo II.

Il “Vatican Blogger Meeting” è stato creato e voluto dal Vaticano stesso, e questo è forse il dato più interessante, nel contesto dei numerosi barcamp e incontri auto-organizzati dai blogger. Voluto dai Pontifici Consigli delle Comunicazioni Sociali e della Cultura (nel gergo vaticano corrispondono ai nostri ministeri), l’incontro, che ha visto la partecipazione di 150 blogger selezionati da una lista di più di 700 richieste, è stato pensato in un contesto di dialogo e di confronto aperto.

Al meeting, infatti, sono stati invitati non soltanto blogger cattolici ma una rappresentanza di blogger di varia estrazione, lingua, argomento. Di fatto, l’unico filo comune che si è evidenziato un po’ dagli inviti, è stato probabilmente quello di avere un interesse per gli argomenti di fede, e di non avere pregiudiziali sulla possibilità di prendere parte ad un tentativo di concreta collaborazione tra aspetti e chiavi di lettura diverse, nello spirito della rete.

L’istituzione vaticana, che storicamente ha proprio nella comunicazione il proprio canale privilegiato di proposta e diffusione del messaggio evangelico, e che per certi versi è ancora in difficoltà nel variegato mondo di Internet sebbene sia presente con molti siti istituzionali sulla rete, si è così voluta avvicinare in prima persona a chi fa della comunicazione uno strumento di impegno quotidiano, e a volte di lavoro, di formazione, di discussione usando il canale telematico diffusamente.

A margine di questo post scriverò anche qualche mia impressione su quanto sia riuscito questo intento e sulle opinioni a caldo che ho avuto.

Prima di fare un piccolo resoconto sulle relazioni, una nota sull’organizzazione dell’evento, che è stata impeccabile. La preparazione, come “buona regola internettiana” impone, si è svolta interamente sulla rete, senza nulla di cartaceo, mentre già diversi giorni prima dell'evento è stato creato un gruppo Facebook, ed un sito wiki con tutte le indicazioni e le informazioni utili per chi partecipava. Ciò è stato peraltro importante anche per la natura internazionale dell’incontro. Che si è svolto, dunque, in diverse lingue, l’italiano ma anche l’inglese, lo spagnolo.., e la traduzione simultanea è stata ottima e puntuale.

Le parole introduttive di mons. Claudio Celli sono state molto chiare e hanno tracciato l’idea alla base dell’incontro e lo spirito con cui è stato preparato (tutte le note e i testi sono disponibili presso il sito ufficiale www.pccs.va) :


“Questo incontro vuol essere la presa ufficiale, almeno da parte nostra, dell’esistenza e dell’importanza, nella vita di oggi, della blogosfera. Si tratta di un mondo ricco, poliedrico, variegato, che nasce dalla base e che ha una sua riconosciuta rilevanza anche nel movimento culturale del nostro tempo. Qualcuno dirà che da tempo ci si doveva muovere in questo senso; è vero… ma ora siamo qui e cercheremo di conoscerci meglio.”.

Dopodiché ha preso via il vero e proprio meeting, con due “panel”. Il primo panel era composto da cinque blogger cattolici che hanno parlato delle loro esperienze, mentre il secondo, più istituzionale, è stato anche l’occasione per annunciare in anteprima alcune iniziative della Chiesa su Internet.

Sulla prima serie di interventi, le testimonianze di blogger, laici e non, hanno mostrato la freschezza ed anche la eterogeneità di vedute sul ruolo e sulle potenzialità comunicative del blogger “cattolico”, il quale a partire da una visione di fede può trovarsi a cercare il dialogo in un ambiente per certi versi ostile, oppure doversi difendere da visioni più tradizionaliste, o ancora a cercare uno spazio per farsi sentire.

La seconda serie di relazioni, forse per certi versi più interessante, è stata ben moderata da padre Antonio Spadaro, gesuita scrittore della Civiltà Cattolica e molto esperto di cose di rete. Durante gli interventi ha ribadito che “Un focus attorno a cui sintetizzare il meeting non c’è”, rispondendo idealmente alle osservazioni di chi cercava di capire (o di carpire) eventuali obiettivi non dichiarati del meeting. “E’ un bailamme e non potrebbe essere diversamente. Internet e la comunità dei blogger nasce dal basso. E’ difficilmente contenibile”.

Nel panel ha spiccato su tutte la testimonianza di padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede. Tra i suoi racconti, sicuramente il ruolo che lui definisce assolutamente “di servizio”, rispetto alla presunta ego di chi si occupa professionalmente di comunicazione, e poi la confessione di avere un blogger che tutte le mattine gli fa trovare una selezione ragionata di quel che si trova in rete… Il responsabile dei servizi Internet del Vaticano ha poi presentato in anteprima alcuni siti Web che verranno presentati a breve , tra i quali spicca sicuramente l’inedito News.va che nelle intenzioni dei curatori rappresenterà il centro nevralgico, in rete, delle notizie riguardanti il mondo della Chiesa.

Per quanto riguarda le mie impressioni, devo dire che in generale la sensazione che ho avuto è stata senz’altro positiva. Il fatto di aver invitato non soltanto solo blogger cattolici e, contemporaneamente, di non aver invitato alcuni dei blogger più tradizionalisti che, pure, sono ben presenti in rete, è stata a mio avviso una scelta particolarmente felice. Lo spirito che si è registrato è stato quello della ricerca di un dialogo “alla pari”, senza voler indottrinare e senza voler perseguire la definizione di verità preconfezionate. Ovviamente la Chiesa propone il proprio messaggio e veicola la comunicazione che è sempre basata sul contenuto evangelico. Ma proprio in questo contesto il mondo dei blogger rappresenta anche quel popolo che la Chiesa stessa è chiamata a raggiungere, indipendentemente da cultura, sesso, credenze ed opinioni. Tra le proposte uscite dal meeting, quella che ha suscitato più interesse ed ha coinvolto anche una discussione che è proseguita dopo l’incontro, nei luoghi virtuali, è quella di una sorta di joint venture o se vogliamo di una rete o anche un osservatorio che consenta di tenere traccia delle mille voci dei blogger che parlano di “cose cristiane”, in modo da far emergere la ricchezza di queste voci e di valorizzare il dialogo. Voglia di dialogo che, indubbiamente, ha rappresentato la cifra generale di questo riuscito incontro.

Foto | Luciano

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