Grooveshark chiude definitivamente i battenti

La RIAA ha vinto. Grooveshark ha deciso di rispettare tutte le parti dell'accordo e ha consegnato tutto all'associazione, uccidendo il servizio dopo nove anni di attività.

grooveshark

La RIAA, l’Associazione Americana dell'Industria Discografica, ha vinto: Grooveshark, di fronte al rischio di dover pagare oltre 700 milioni di risarcimento, ha definitivamente chiuso i battenti e pubblicato un post di scuse:

Oggi chiudiamo Grooveshark. Abbiamo iniziato quasi dieci anni fa con lo scopo di aiutare i fan a condividere e scoprire musica. Nonostante le migliori intenzioni, abbiamo commesso dei gravissimi errori. Non siamo riusciti ad assicurarci le licenze dai detentori di copyright per l’enorme quantità di musica presente nel servizio. Quello è stato un errore. Ci scusiamo.

Si chiude così l’esperienza di Grooveshark, con circa 35 milioni di utenti che ora dovranno rivolgersi altrove - Spotify? Tidal? - anche perchè le possibilità che il servizio torni online sono nulle: Grooveshark non ha soltanto chiuso i battenti, ma come parte dell’accordo ha dovuto eliminare tutti i file che violavano il copyright e consegnare alla RIAA la proprietà del portale e delle app ufficiali.

Insomma, quel che resta di Grooveshark è ora a tutti gli effetti di proprietà della RIAA e possiamo esser certi che tutto sarà cestinato nell’immediato futuro. I creatori di Grooveshark, invece, se la sono cavati così: hanno rispettato tutti i punti dell’accordo e non dovranno pagare la maxi multa paventata negli ultimi giorni.

Il portale, prima di dire definitivamente addio a quasi dieci anni di onorato servizio, ha ringraziato tutti gli utenti:

E’ stato un privilegio conoscere molti di voi e condividere musica con voi. Grazie per essere stati dei fan così appassionati. I vostri amici di Grooveshark, 30 aprile 2015.

Ora la domanda sorge spontanea: dove andranno a finire quei dichiarati 35 milioni di utenti?

Via | TF

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