Termoli, critica Laura Boldrini su Facebook: la polizia gli fa visita

L'uomo si è sfogato per la propria situazione e la polizia, temendo il peggio, gli ha fatto visita. Ecco cosa è accaduto.

ITALY-POLITICS

Nelle sue intenzioni doveva essere soltanto uno sfogo, ma quel commento lasciato a un post sulla bacheca di Facebook della Presidente della Camera Laura Boldrini suonava proprio come una minaccia:

Sono il prossimo che farà qualche pazzia… Orfano da venerdì senza lavoro da mesi (per assistere la mia mamma), una casa (fortunatamente mia, ma ancora per poco visto che non posso pagare nulla), prossimo ad andare a mangiare alla Caritas, oltretutto iscritto alle categorie protette ma un cazzo niente, in Molise per uno di 43 anni come me, anche se invalido, non c’è possibilità di lavoro... Ora dimmi tu cara Boldrini, secondo te sono prossimo a fare un macello?

Lo sfogo di Felice Ferrucci, termolese di 43 anni, risale al 10 aprile scorso. Sembra finita lì, e invece pochi giorni dopo, il 17 aprile, l’uomo si è visto arrivare a casa la polizia, chiamata a verificare quella segnalazione giunta da Roma. Quel fare un macello, specie in un periodo così teso come quello che stiamo vivendo, è suonato come un campanello d’allarme.

FerrucciCommentoBoldrini-2

Tutto si è risolto senza conseguenze, come raccontato dallo stesso uomo a PrimoNumero:

Ho pensato che fosse per qualche problema allo stadio, io sono un grande tifoso giallorosso e magari, mi sono immaginato sul momento, dipendeva dai petardi esposi nella partita del pomeriggio allo stadio Cannarsa.

E invece la polizia di Termoli voleva sentirlo proprio in relazione a quel commento:

Sono sconcertato se ci ripenso, e nello stesso tempo questa cosa mi fa sorridere. Io non ho offeso nessuno, non ho minacciato nessuno. Quello era uno sfogo, come si capisce perfettamente. E invece arriva la polizia. Ci rendiamo conto?

Subito dopo la visita delle autorità, l’uomo si è affidato ancora una volta a Facebook per raccontare l’accaduto:

La polizia a casa mia per un commento di cui anche un ragazzetto di 15 anni avrebbe inteso il sarcasmo e l’ironia. e meno male che non ti ho offesa, certo che a Roma a 200mila euro l’anno non avete proprio niente da fare? Ma pensa a fare qualcosa di buono invece di sperperare soldi dei cittadini per venirmi a controllare.

Il caso sembra chiuso qui, anche se in questi giorni la vicenda si sta diffondendo a macchia d’olio su Facebook, come se si sia trattato di una cosa così assurda. Al di là del dispendio di soldi - non è questa la sede adatta a discuterne - il post recitava proprio: “Sono il prossimo che farà qualche pazzia”.

In un periodo delicato come questo, con disperati che aprono il fuoco in tribunale, un po’ di prevenzione non fa affatto male. Immaginate solo se, dopo una strage, si scoprisse che l’autore aveva pubblicato su Facebook un post del genere anticipando le proprie azioni: in quanti si lancerebbero in sfoghi contro chi doveva fare prevenzione e non l’ha fatto?

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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