Google Buzz: la Federal Trade Commission USA impone a Google un controllo sulla privacy ogni due anni

Google Buzz: la Federal Trade Commission USA impone a Google un controllo sulla privacy ogni due anniIl lancio di Google Buzz, avvenuto circa un anno fa, scatenò un vero e proprio putiferio causando la rivolta di moltissimi possessori di un account Google, soprattutto a causa della privacy pesantemente violata dall'ennesimo esperimento "social" della società di Mountain View. Da tale evento partì una serie di proteste che arrivò fino alla Federal Trade Commission USA, interessata a capire come e perché tali violazioni siano potute avvenire.

La notizia di oggi è che proprio la FTC ha annunciato di aver raggiunto un accordo insieme a Google, proprio in seguito alle indagini avvenute dopo le polemiche su Buzz. Partiamo dalla prima problematica: secondo la FTC, Google non provvedette a informare adeguatamente gli utenti dei problemi di privacy intorno a Buzz, violando il regolamento stesso della Commissione. Nello specifico, Google non avvisò i possessori di un account Gmail della possibilità di far parte o meno del social network, offrendo anche un sistema di controllo sulle informazioni scomodo e difficile da trovare. Al punto che effettivamente anche qui su Downloadblog postammo una guida per ridurre l'invadenza di Buzz.

L'accordo tra FTC e Google impone quindi all'azienda di fornire ai propri utenti una serie di informazioni chiare e precise sulla privacy in futuro, che facciano parte di un più ampio e generale programma ben preciso per la gestione dei dati personali. Tale programma sarà inoltre soggetto di controlli ogni due anni, da parte di un soggetto indipendente, da qui fino al 2031. Mentre TechCrunch parla di "prima volta nella storia che un accordo abbia richiesto a un'azienda di condurre un'operazione del genere", Google ha aggiunto che provvederà da ora in avanti a chiedere il consenso esplicito degli utenti, ogni qualvolta cambierà il modo di condividere i loro dati personali.

Tutto ciò è sicuramente apprezzabile, ma il dubbio lo fa venire Download Squad: quale altra azienda oltre a Google, ugualmente importante, ha attirato su di sè le ire dei propri clienti di recente? Lo sforzo di memoria da fare non è esagerato: Facebook. E se Google dovrà essere l'unica a sottostare a questo accordo, che molto probabilmente sarebbe meglio definire "accordo", perché non deve farlo anche Facebook? Il modo in cui il social network di Mark Zuckerberg ha cambiato le proprie politiche sulla privacy nel corso del tempo lo meriterebbero sicuramente, e farebbero davvero dormire sonni più tranquilli ai milioni di persone che quotidianamente usano i servizi di due grandissime società del Web come Google e Facebook.

Concludo la riflessione riportando il pezzo finale dell'articolo di Download Squad:

"Anche ignorando Facebook, chi può sapere quante società nella sfera del "social" hanno fatto anche cose peggiori nei confronti della privacy dei propri utenti rispetto a Google? La realtà è che in effetti si tratta dell'inizio di una strana era per quanto riguarda la privacy su Internet, dove un'azienda (Google) è mantenuta da un'agenzia governativa su uno standard più alto rispetto ai suoi concorrenti. Non importa quanto odiate Google, questo dovrebbe farvi riflettere almeno per un attimo"

Ed effettivamente come dicevamo, tutto ciò fa riflettere. Si potrebbe obiettare che esistono pochissime altre società con la responsabilità di gestire la mole di dati personali che ha in mano Google, ma a maggior ragione diventa auspicabile una maggior chiarezza da parte della FTC sui soggetti da controllare.

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