Facebook: traffico di AT&T instradato attraverso la Cina per circa un'ora?

facebook logoPer quello che dovrebbe essere fortunatamente stato poco tempo (tra 30 e 60 minuti), nella giornata di ieri il traffico generato da chi visitava Facebook attraverso il provider AT&T è stato redirezionato attraverso hardware di rete appartenente a China Telecom, il provider di proprietà del Governo cinese. Non ci dovrebbero essere attacchi dietro l'accaduto: almeno questo è quanto emerge dal report dell'esperto in sicurezza Barrett Lyon, secondo il quale sarebbe tutto frutto di un errore di routing.

Lo stesso Lyon però mette in guardia anche da semplici errori di questo tipo, grazie ai quali dati non protetti possono finire nelle mani sbagliate anche senza che ci sia la volontà da parte di queste di effettuare qualche tipo di attacco:

"Questo genere di cose accade sempre, a volte per sbaglio, altre di proposito. Penso che le persone debbano definitivamente iniziare a parlarne"

Come non dargli ragione: ricorderete infatti l'episodio analogo di cui parlammo a novembre, che guarda caso coinvolgeva proprio la Cina in qualcosa di molto simile a quanto avvenuto ieri, anche in quel caso legato a un (almeno apparente) errore da parte di China Telecom. Rispetto a quell'episodio però, quello recente sarebbe stato di scala decisamente minore, colpendo solo le connessioni a Facebook avvenute tramite AT&T.

Il social network di Mark Zuckerberg ha anch'esso commentato la notizia:

"Stiamo indagando su un'anomalia che ha permesso a una piccola porzione di traffico di un singolo provider di essere redirezionata erroneamente. Stiamo lavorando col provider per determinare la causa di questo errore. I nostri controlli iniziali sulla latenza delle richieste indicano che il traffico non è passato attraverso la Cina"

A quanto pare quindi, almeno secondo le indagini iniziali di Facebook i dati non sarebbero passati attraverso la nazione orientale, transitando probabilmente solo attraverso i router di China Telecom posti in altri luoghi geografici. Si tratta comunque di una situazione di estrema confusione, sulla quale prevedibilmente arriveranno maggiori lumi nei prossimi giorni, che non mancheremo nel caso di riportare.

Via | Theregister.co.uk

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