Adolescenti ed esibizionismo in rete: soldi facili e pochi controlli

Badoo

Spesso i medium tradizionali, soprattutto la televisione, intervengono per evidenziare i grandi pericoli di internet: Facebook sarebbe il «male assoluto», perché bambini e adolescenti potrebbero conoscere adulti malintenzionati, maniaci sessuali e quant'altro. Difficilmente si parla invece di quanti tra loro cercano facili guadagni sfruttando i meccanismi della rete. Facebook in questo caso non c'entra affatto perché giovani e giovanissime hanno altri canali per la comunicazione: Badoo e Netlog sono ad esempio un paio di social network popolari, tuttavia non mancano le piattaforme italiane precedenti a Facebook.

Beninteso, non è certo responsabilità del luogo virtuale in cui avviene l'adescamento: piuttosto è l'uso improprio di questi a generare pericoli più grandi dell'età degli utenti coinvolti. E l'utilizzo è un fatto d'educazione, deputata alle famiglie o allo Stato attraverso l'istruzione pubblica e privata. Perché una tale reticenza?

L’argomento è complesso, molti preferiscono chiudere entrambi gli occhi e fingere di non vedere quanto accade quotidianamente in rete. Altri più semplicemente ne sono all’oscuro: soprattutto i genitori di quelle adolescenti che offrono il proprio corpo a pagamento sfruttando appena una webcam e applicazioni d’Instant Messaging (IM).

Non è un fenomeno prettamente femminile, sebbene la percentuale di ragazzi sia inferiore. Il metodo è semplice: si pubblicano degli aggiornamenti in cui ci si propone per “incontri” via webcam in cambio di ricariche telefoniche oppure accrediti su PayPal e carte di credito a consumo. Alcuni propongono persino un'anteprima gratuita.

Gli incontri dal vivo sono rari, pochi quelli disposti ad andare oltre la prestazione virtuale. Un'attenuante affatto consolatoria, né garante dell'anonimato (di chi si mostra). Tra un compito di scuola e l'altro, uno strip e qualche euro per comprare le sigarette o fare un aperitivo. A un'età cui sarebbero vietati entrambi i vizi.

La legge italiana proibisce l'accesso incontrollato ai social network al di sotto dei 13 anni, Badoo richiede la maggiore età e Netlog almeno 15 anni. Restrizioni inutili, perché mentire è semplice quanto un clic: pochissimi genitori predispongono dei filtri a computer e internet perché queste attività siano inibite ai propri figli. I dati, da questo punto di vista, fanno riflettere: come abbiamo visto ieri sarebbero ben 3,6 milioni i bambini che avrebbero mentito sulla propria età per iscriversi a Facebook.

La cronaca mostra maggiorenni pronte a tutte per avere popolarità e denaro senza grossi sforzi, sfruttando la propria bellezza: le donne scendono in piazza per protestare contro la mercificazione dei loro corpi. Nessuno, forse solo la Polizia Postale, ferma i propositi degli adolescenti. Chi osserva non è sempre un coetaneo. Il pericolo di provare un'esperienza simile supera l'indignazione di venirne a conoscenza: è sempre la cronaca nera a mostrarci, in minima percentuale, molestie e omicidi a sfondo sessuale nei confronti dei minori.

Facebook è un luogo piuttosto controllato: i rischi sono altrove, cioè là dove la televisione (ancora) non è arrivata.

Foto | Badoo

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