Facebook sta cannibalizzando Internet?

facebook logoDiciamoci la verità: a veder parlare di film a noleggio via Facebook, Angry Birds e altre applicazioni via Facebook, commenti via Facebook, Facebook Places e tutto ciò che Mark Zuckerberg e i suoi stanno realizzando, viene un po' il dubbio ma soprattutto la paura che il social network (che proprio ieri non definivamo più tale) voglia letteralmente mangiarsi Internet, infilandosi in qualsiasi cosa dimostri di avere un certo seguito e possa quindi valere la pena commercialmente parlando.

Se per quanto mi riguarda questo pensiero era un qualcosa che avevo nella mente da giorni, Gizmodo mi ha anticipato mettendo nero su bianco le proprie paure, attraverso un articolo dai toni tutt'altro che amichevoli nei confronti di Facebook. Il social network viene paragonato al portale AOL degli anni '90, al quale tutti quanti finivano irrimediabilmente per confluire affacciandosi sulla rete: la stessa cosa starebbe realizzando Facebook, andando come dicevamo a mettere mano su tutto ciò che quotidianamente avviene su Internet. Commenti, condivisione foto, applicazioni, geolocalizzazione, riproduzione di video, eccetera e ancora eccetera: nulla sembra allo stato attuale potersi salvare dalla furia cannibale di Facebook.

Senza contare le considerazioni di Steve Cheney sulle implicazioni che avere un'unica identità sulla rete può avere, visto che tra l'altro tale identità è composta da nome e cognome e va quindi a cozzare irrimediabilmente con nickname e pseudonimi vari, di sicuro maggiormente anima della rete qualche tempo fa rispetto a oggi, ma ancora largamente usati da chi vuole avere il sacrosanto diritto di non essere associato a ogni sua traccia lasciata su Internet. Il discorso di Cheney però va ad ancora più ampio respiro, prendendo come esempio il provvedimento di TechCrunch e accusandolo di quell'appiattimento generale nei commenti (di cui abbiamo parlato anche ieri) e quindi anche della perdita di autenticità della rete intera (cosa c'è di più autentico di un bel flame, del resto?).

Neanche a farlo apposta, anche Cheney afferma che "Facebook non è più un social network", mentre secondo Gizmodo "Facebook vuole diventare Internet": parole che individuano la creatura di Mark Zuckerberg come una sorta di mostro divoratore. Quello che è sicuro è che l'espansione di Facebook sta andando ormai verso orizzonti inimmaginabili per tutti noi, costretti quindi ad augurarci che tale espansione possa fare bene alla rete e non mangiarsela in un sol boccone, facendola così regredire piuttosto che avanzare.

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