TechCrunch e i commenti via Facebook: pro e contro nella guerra ai troll

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Quando la community di un blog o di un sito si allarga troppo, c'è poco da fare: il contenuto dei commenti scende, ed è una regola che vale qui su Blogo esattamente come in realtà decisamente più importanti come TechCrunch.

Esasperati da user anonimi, thread interminabili di commenti imbarazzanti persino per un bambino di prima elementare, offese, insulti, conversazioni senza senso tra troll, cosa hanno fatto da quelle parti? Una soluzione radicale.

Hanno tolto i commenti classici e implementato i commenti via Facebook. Risultati? A fronte di una discesa del numero di commenti, il livello della discussione si è alzato. Per forza: se ci metti la faccia, magari anche il nome e il cognome, è un po' dura che tu ti metta trollare...

Ah e a proposito, troll praticamente spariti, almeno a quanto racconta Eric Schonfeld:

Ci sono dei vantaggi. Chi commenta deve fare log in con la sua vera identità. Nelle scorse ore (da quando sono stati implementati i commenti via Facebook, ndt) molti dei troll anonimi che abitavano i commenti di TechCrunch sono spariti. Certo, molte persone non vogliono commentare con il loro vero nome per delle buone ragioni (vogliono parlare liberamente senza paura di eventuali ritorsioni) ma la tendenza era quella di un abuso dell'anonimato. Utilizzato principalmente come uno scudo dietro al quale nascondersi per lanciare le proprie invettive. I troll se ne saranno andati davvero per sempre? Io spero che siano spariti per sempre. Abbiamo meno commenti, ma la conversazione è molto più civile e interessante

Un altro fenomeno singolare lo racconta invece MG Siegler in un altro post

Un'altra cosa interessante che abbiamo notato è l'inversione di tendenza in alcuni commenti, ora è tutto al contrario. Se prima i troll erano aggressivi, ora molte persone lasciano commenti fin troppo civili, in un mood eccessivamente servile. E' davvero strano. Da troppo freddi a troppo caldi.

Naturalmente, nessuno dei due è il commento ideale. Ma una stucchevole dolcezza è certamente meglio di una rabbiosa stronzaggine.

Tante le perplessità: in primo luogo per la privacy - leggetevi cosa scrive Lauren Weinstein per esempio - e sul versante della identità digitale. Per quale motivo mi devi obbligare a usare nome e cognome sul tuo sito?

cattive notizie per spammer e troll forse, ma notizie ancora peggiori per la gente onesta che vuole lasciare commenti senza esservi associata

e in secondo luogo per la portabilità dei commenti una volta finito l'esperimento Facebook. A chi resterebbero tutti quei dati una volta cambiata piattaforma? C'è chi pensa che per esperimenti del genere sia meglio Disqus.

Foto | Flickr

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