Angry Birds, Jaakko Iisalo e Rovio

Angry Birds è il gioco del momento. Nato sull'AppStore per iPhone/iPod/iPad, è stato poi reso disponibile sull'OviStore, sull'AppCatalog per Palm e sull'On Intel App Up. Le versioni per PlayStation, Xbox e Wii sono invece state per ora solo annunciate.

Diciamolo subito, il funzionamento non è poi così originale. Lo scopo è lanciare gli "angry birds" con una fionda, qualcosa di simile a quanto già visto in quei giochini in flash dove uno yeti lanciava i pinguini con una mazza da baseball...

Com'è nato Angry Birds? Lo racconta il Telegraph di oggi, in un interessante articolo. Tutto nasce un paio di anni fa, grazie ad un finlandese trentenne e programmatore di giochi: tale Jaakko Iisalo. E a dire la verità gli inizi sembrano un po' malinconici. La moglie fuori a divertirsi, lui in casa a cercare di tirar fuori l'idea giusta.

Rovio, la software house per cui lavora, dopo una cinquantina di videogiochi prodotti decide di puntare tutto sui giochi per l'iPhone. Non è così facile come sembra: le proposte di nuovi giochi vengono bocciate perchè troppo complesse o, viceversa, perchè troppo semplici.

Jaakko incomincia allora a giochicchiare con PhotoShop. Disegna la sagoma di alcuni uccellini, un po' grassi e senza zampe, sopracciglia grosse ma dall'espressione buffa. Porta i nuovi personaggi ai dirigenti Rovio, i quali non sanno ancora bene cosa farsene, ma intuiscono che c'è del potenziale. Ed effettivamente il potenziale c'è, eccome. Oggi Angry Birds è l'applicazione più scaricata dall'AppStore, è la numero uno in ben 67 Paesi, tra cui Usa, Uk e Italia, ovviamente. E sul fronte Nokia, si tratta il gioco più popolare dell'OviStore. Si stimano 50 milioni di downloads per 200 milioni di minuti giocati ogni giorno. Qualcuno paragona Angry Birds al Cubo di Rubik, il giocattolo più venduto nel mondo e che fece davvero furore negli anni '80.

Quali sono i suoi punti forti? Prima di tutto la semplicità: bisogna distruggere le pensiline o le strutture nelle quali si nascondono alcuni porcellini. Usare la fionda per lanciare gli uccelli è alla portata di tutti grazie al touch screen. Non bisogna essere degli smanettoni per proseguire nei vari livelli. C'è poi la scoperta che dietro al volo degli Angry Birds c'è qualcosa di scientifico, a seconda ovviamente della traiettoria e di uno dei quattro volatili che abbiamo lanciato. Qualcosa da scoprire un po' alla volta, e che ti "costringe" ad effettuare nuovi tentativi fino a trovare il lancio "perfetto".

Non solo, l'esperienza accumulata da Rovio nei giochi prodotti, punta ad un obiettivo principale: evitare di scatenare nel giocatore quella certa sensazione di fastidio quando perde, come se il gioco lo stesse punendo. "Se fallici un livello puoi prendertela con te stesso, se i porcellini ridono puoi pensare di riprovarci", dice Niklas Hed di Rovio.

Da una parte quindi un buon prodotto, fatto uscire nel momento giusto e sulla piattaforma giusta. L'AppStore è una perfetta macchina da guerra da questo punto di vista. E' praticamente l'unica applicazione per l'acquisto di applicazioni e musica che si interfaccia con iPod e iPhone. Certo, esiste qualche concorrente al limite della legalità, ma è pur sempre vero che la stragrande maggioranza degli utenti non hanno particolare voglia o capacità di applicare patch per sbloccare il proprio terminale. Dal punto di vista degli sviluppatori, una garanzia di non vedere in giro troppe copie pirata del proprio software ed ovviamente una filiera cortissima sul lato distribuzione.

Qual'è il futuro di Rovio? I fondatori non si sono seduti sugli allori, non hanno venduto la società, e sono ancora all'attacco. Stanno investendo sulle infrastrutture, sugli accordi con gli operatori e su altre piattaforme sulle quali far girare i propri programmi, o applicazioni che dir si voglia. Non si definiscono più come sviluppatori software quanto piuttosto come una media company focalizzata nel costruire brand forti. A giudicare dal successo di Angry Birds, come dargli torto?

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