Polizia arresta 5 uomini per attacco DDoS "Anonimo"

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La polizia di Londra ha annunciato l'arresto di cinque persone connesse con una serie di attacchi su siti Web intorno al mondo rivendicati da un gruppo soprannominato “Anonymous”, ovvero anonimo. I cinque arrestati hanno un'età che varia tra i 15 e 26 anni e sono stati sorpresi ad inizio mattinata nelle proprie case. L'accusa è quella di essere coinvolti in attacchi DDoS, ovvero attacchi "denial of service" (negazione del servizio, traducendo letteralmente) in cui un gruppo di utenti sovraccarica un sito Web con più traffico di quanto possa sopportarne, causandone il down.

Lo scorso anno un gruppo ha rivendicato la responsabilità di numerosi attacchi a siti Web in apparente rapporto con WikiLeaks, l'ormai arcinota "Wikipedia dei segreti" che ha scosso i governi di tutto il mondo. Gli obiettivi del gruppo Anonymous includono siti quali PayPal, Mastercard e Visa Europe, ovvero tutti i gruppi bancari che hanno sospeso la possibilità di sostenere economicamente WikiLeaks con donazioni. L'operazione è stata ribattezzata “Operation Payback". La polizia comunque non ha specificato in quali di questi attacchi i cinque arrestati fossero coinvolti.

Anche Amazon sembrava essere stata presa di mira quando in Dicembre alcune voci sostenevano che Anonymous avrebbe colpito, ma in realtà Amazon ha confermato un down nel servizio a causa di problemi tecnici. La vicenda fa comunque riflettere se pensiamo a quanto possa essere fuorviante chiamare un gruppo simile "Anonymous": la maggior parte delle persone che hanno scelto di partecipare agli attacchi hanno scaricare un software sul proprio computer chiamato Low Orbit Ion Canon.

Gli attacchi venivano organizzati sui canali di Internet Relay Chat e gli ordini relativi a tutti i partecipanti di "dare fuoco alle polveri" venivano diffusi su Twitter. Il software simulava quindi una richiesta Web legittima ai siti obiettivo, inondandoli di traffico. All'inizio di questo mese, il gruppo si è nuovamente manifestato su siti appartenenti al governo della Tunisia, unendosi alla protesta civile, e ieri ha annunciato attacchi su siti Egiziani.

Il caso dei cinque ragazzi di oggi rappresenta il secondo arresto legato agli attacchi. Precedentemente furono arrestati due teenager in Norvegia che avevano preso parte all'attacco contro Visa e Mastercard oltre al sito Web di un procuratore svedese che indagava sullo scandalo sessuale a carico di Julian Assange.

[Via ReadWriteWeb]

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