Friendfeed è una barca che affonda?

FriendFeed è una barca che affonda?

Diciamoci la verità: quando Facebook ha comprato Friendfeed ormai un anno e mezzo fa, il primo dubbio che si è insinuato tra tutti noi fu che la piattaforma creata da Paul Buchheit fosse definitivamente destinata a essere smembrata, o peggio ancora completamente chiusa. Fortunatamente però, quelle che erano le previsioni peggiori sono state smentite e Friendfeed è (almeno per ora) ancora online in questo inizio di 2011: tutto ciò che ha fatto Facebook è stato rendere pubblico il codice sorgente del framework Tornado e appropriarsi di alcune funzionalità di Friendfeed per integrare al meglio al condivisione sulle proprie pagine.

Ma qual è lo stato attuale di salute di Friendfeed? La risposta migliore a questa domanda può probabilmente essere data ponendocene un'altra, e cioè quanto spesso siamo ormai abituati a vedere la schermata immortalata qui sopra, usata da Friendfeed in caso di problemi. Chi fa un uso frequente della funzione di ricerca si è praticamente ormai rassegnato a vederla quasi ogni giorno, mentre sull'apposita stanza dedicata al feedback non si contano le varie lamentele per lentezza della piattaforma e altri errori legati ai "mi piace" e ai commenti. Significativo è il dato riguardante il traffico generato da Friendfeed nel periodo che per l'appunto parte dall'acquisizione di Facebook per arrivare a oggi: negli USA si tratta di un vero e proprio tracollo verticale, che probabilmente porterebbe chi c'è dietro l'applicazione a staccare la spina.

Tutto ciò se non fosse per Europa e Giappone. Già, perché sono i Turchi quelli a tenere maggiormente a Friendfeed, seguiti nel vecchio continente proprio da noi Italiani, restii ad abbandonarlo. Traffico che secondo il cofondatore Bret Taylor su Quora va praticamente a compensare il calo negli USA, dove Friendfeed resta usato solo da un manipolo di fedelissimi.

Per dare una risposta vera e propria alla domanda del titolo dobbiamo quindi tornare parzialmente sui nostri passi, prendendo atto di un successo che ha solo spostato le proprie fonti senza diminuire. I problemi della piattaforma tuttavia restano, e sarà bene che lo staff di Friendfeed si occupi di risolverli, perché i segni d'insofferenza, anche tra i fedelissimi del nostro Paese, iniziano a voler portare verso altri lidi.

Via | Techcrunch.com

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