Goldman Sachs è pronta a dirigere un'OPA su Facebook (entro il 2012)

Goldman Sachs Building in New York

Facebook è tra le società che crescono di più (e più in fretta), a dispetto della crisi internazionale. Se n'è accorta Goldman Sachs, una finanziaria nota per la capacità d'investire nelle migliori aziende: assicurazioni, banche, istituzioni. Poiché Facebook non è ancora quotata in borsa, Goldman Sachs non può proporre un'Offerta Pubblica d'Acquisto (OPA) — o, come si chiama negli Stati Uniti, una Initial Public Offering (IPO). Perché ha manifestato l'interesse di acquisire Facebook? Facile comprenderlo, si tratta di guadagnare $2,8 mld. in due anni.

Però, Mark Zuckerberg e soci avevano pianificato di portare Facebook sul mercato soltanto nel 2012. L'intenzione non è quella di mettere la società in vendita, bensì di quotarla in borsa. Goldman Sachs ha altre ambizioni e, qualora lo volesse, avrebbe la capacità economica per comprare subito Facebook in denaro contante. Se non opera in questa direzione è esclusivamente per interesse: il progetto è quello di scalare l'azienda acquistando il diritto di prelazione sulle azioni che saranno disponibili entro un anno. Facendole pagare ai clienti.

Non si tratterebbe perciò di un investimento diretto da Goldman Sachs, ma dei clienti di quest'ultima che sono stati chiamati a investire un minimo di $2 mln. su Facebook entro la scorsa settimana. In questo modo, la multinazionale sarebbe tutelata da eventuali crolli nel momento in cui fossero distribuiti i titoli di Facebook: Goldman Sachs è un istituto che propone investimenti a imprese e privati, non proprio una banca come la può intendere il consumatore. È una finanziaria che immette ingenti capitali sul mercato a interessi variabili.

Per semplificare la tipologia d'impresa in cui è inserita Goldman Sachs, potremmo sostenere che sia una multinazionale del prestito di denaro: pensate agli istituti di credito – emersi anche in Italia negli ultimi anni – che propongono esclusivamente dei leasing... la differenza è giusto nelle cifre distribuite. Un esempio è l'ingresso di Goldman Sachs nella cordata che ha permesso a Mediaset d'acquistare Endemol, la società che ha creato il format del Grande Fratello. Sempre Goldman Sachs vorrebbe prendersi Groupon, prima associata a Google.

Perché, posto che Goldman Sachs arrivi ad avere la maggioranza di Facebook, gli utenti dovrebbero preoccuparsi? Simili movimenti di mercato avvengono ogni giorno e il più delle volte non se ne accorge nessuno — esclusi gli investitori. Poco importa agli iscritti la crescita del valore di Facebook negli anni. E, infatti, il problema – se così vogliamo chiamarlo – non ha nulla a che vedere col mercato azionario. Ha più attinenza col Grande Fratello, inteso questa volta nel significato orwelliano del termine. Perché Goldman Sachs è una finanziaria.

Immaginate che, contemporaneamente, gli aggiornamenti di stato su Facebook siano leggibili dai datori di lavoro, dalle assicurazioni che provvedono alla copertura sanitaria e dalle banche che forniscono i mutui. Non è poi così difficile che questi soggetti siano a più livelli coinvolti in Goldman Sachs. Certo, i licenziamenti e le cause civili/penali per quanto è stato immesso su Facebook non sarebbero una novità: avvengono tutti i giorni e non perché Goldman Sachs ne sia proprietaria. Questi rischi, tuttavia, sarebbero destinati ad aumentare.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina: