Cosa sta accadendo a Julian Assange?

assange

Probabilmente avrete letto della nuova azione legale contro Julian Assange, padre padrone di Wikileaks. Le accuse arrivano dalla Svezia, da dove il procuratore Marianne Ny ha chiesto di emettere un mandato d'arresto. Secondo quanto riporta il Corriere, c'è in ballo presunto stupro avvenuto a Enkoping, più altri tre casi di molestie a Stoccolma ed infine uno di "coercizione illegale". Assange dal canto ha confermato di conoscere due delle donne ma ha escluso di aver fatto "sesso non consensuale".

Storie poco chiare, che si intrecciano e che al momento non permettono di capire i termini esatti della questione. La procura svedese aveva già richiesto l'arresto di Assange durante la scorsa estate, salvo poi tornare sui propri passi. Ora arriva la richiesta d'arresto con l'unico scopo di interrogarlo: detta così sembrerebbe fin troppo esagerato a chiunque. Il dubbio quindi rimane: Assange, eroe di Wikileaks, è incastrato da quale servizio segreto, oppure usa la stessa Wikileaks e delle presunte minacce dei governi di mezzo mondo per pararsi da crimini odiosi?

Partiamo dal chiederci che soggetto sia questo Assange. 39enne, australiano, non è un tipo tranquillo. Infanzia inquieta, genitori divorziati, scuole cambiate troppo frequentemente: attorno ai 18 anni è già membro del gruppo hackers "International Subversives" con il nickname Mendax. Il Times riporta la sua impresa più celebre. E' il 1989 quando i computer Nasa alle prese con il lancio dell'Atlantis si vedono apparire sui monitor la scritta Wank: è l'acronimo per un altro gruppo "Worms Against Nuclear Killers". Non è implicato direttamente ma viene accusato di 30 crimini, ne ammette 24 e se la cava con una multa. L'investigatore dell'epoca, Ken Day, lo inquadra come un ragazzo che voleva battersi contro il "grande fratello" per la libertà di parola, atteggiamento che come sappiamo lo contraddistinguerà in seguito. Dopo i guai giudiziari le cose non vanno bene per Assange. Divorzia, affronta altre battaglie legali per l'affidamento del figlio. Leggenda vuole che a causa dello stress subito i suoi capelli assumano il caratteristico colore chiaro.

Lo ritroviamo negli anni successivi come programmatore di free software. Suo è Strobe, il primo open source port scanner gratuito, collabora a PostgreSQL con diverse patch, è coinventore del "Rubberhose deniable encryption system", scrive libri e nel 1999 registra leaks.org. Fonda Wikileaks nel 2006, e siede con altri nove membri nel comitato di consiglieri. Non si definisce come "fondatore" quanto piuttosto l'editor in chief. Come gli altri collaboratori presta la sua opera come volontariato non retribuito. La storia recente la conoscete: Wikileaks rompe gli schemi, pubblicando segreti militari in grado di mettere in forte imbarazzo governi di tutto il mondo. Negli ultimi mesi vengono alla luce casi relativi alle guerre in Afganistan ed in Iraq, con il mondo che si divide tra i suoi sostenitori ed i suoi detrattori.

Vivere essendo Julian Assange non è semplice. Prima di tutto come persona braccata dai servizi segreti di tutto il mondo. Oppure no: Newser lo definisce come "paranoico in fuga". Davvero qualcuno gli da la caccia? La questione assume toni grotteschi, perchè parlare con Assange è come entrare in un film della saga Jason Bourne. Interessante da questo punto di vista Il Post, che gli ha dedicato diversi post, appunto, riuscendolo infine ad intervistare.

Padre padrone, Julian Assange, tanto da costringere alle dimissioni Daniel Domscheit-Berg aka Daniel Schmitt. Non sembrano le accuse di un'amante tradita: su Spiegel Schmitt - Domscheit-Berg spiega il successo improvviso e l'inadeguatezza dell'organizzazione del progetto. Assange non ammette critiche e voilà, il virtuale Daniel Schmitt torna ad essere il reale Daniel Domscheit-Berg, senza un vero lavoro, fuori da Wikileaks.

Julian si trova quindi con un nemico che potremmo definire ironicamente "classico", ovvero governi, superpotenze e servizi segreti collegati, più un fronte più "interno" di dissidenti che, come Daniel Schmitt, hanno deciso di creare progetti alternativi, come documentato dal Wall Street Journal e riportato in nostro post di una decina di giorni fa. Ecco allora servita la concorrenza per Wikileaks: Cryptome, che proprio oggi gli lancia un messaggio di solidarietà e Secrecy News blog dello scienziato Steven Aftergood. Concorrenza che apre il dibattito sulla moltiplicazione delle possibili "polpette avvelenate", tema già toccato con la vicenda dei documenti iracheni.

Tornano oggi alla ribalta le accuse di violenza sessuale. Assange ha avuto con la Svezia un rapporto difficile. E' del 18 Agosto la sua richiesta di permesso di soggiorno mentre già alla fine dello stesso mese arrivano le prime imputazioni, fino ad arrivare ai primi di Novembre, con Julian che arriva a minacciare di voler far causa al governo svedese, come riportato da TheLocal.

Il dilemma rimane: Assange vittima di un complotto o vittima di se stesso? Difficile dirlo ora, ed altrettanto difficile capire se il suo comportamento da uomo in fuga sia dettato da esigenze reali, da eccessiva prudenza o, all'estremo, da paranoia. Vedremo nei prossimi giorni l'evolversi della vicenda e soprattutto la reazione di Assange. Finirà davvero a rifugiarsi in Svizzera, come annunciato?

Foto | Flickr

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