Vendere su Youtube senza mostrare video

"Come vendere su Youtube, senza mostrare video": il titolo allettante non è farina del mio sacco, quanto invece del Wall Street Journal. E proprio l'importanza della testata ha fatto scattare in me la molla della curiosità: davvero è possibile?

Un paio di anni fa, tale Shelley Davis decise di fare un po' di promozione per la sua Kinky-Curly Hair Products. Niente di particolare, un'azione come fanno tanti. La Davis carica i video di come prendersi cura dei propri capelli. Scopre poi che la rete è già "intasata" di altri blog e videoblog sull'argomento. Come fare? La soluzione è a portata di click: Shelley entra nella sezione commenti ed incomincia a dispensare consigli. Risultato centrato, se è vero che è grazie ai suoi commenti e consigli, si è fatta notare dalle utenti.

Le videobloggers hanno loro stesse postato più di 5000 video sull'utilizzo dei prodotti Kinky-Curly, facendo aumentare le vendite del 40%, rendendo la propria azienda profittevole e permettendogli la vendita nei magazzini Target. La Davis ammette l'importanza che ha avuto Youtube per la propria azienda. Anche perchè in questo settore è necessario mostrare come vengono applicati i prodotti, sul quello specifico tipo di capello ed osservare il risultato.

Lo stesso tipo di operazione viene fatta da tante piccole realtà imprenditoriali. Anzichè accostarsi ai social network ormai "classici" come Twitter o Facebook, oppure caricare spot pubblicitari viene preferito un approccio che potremmo definire "dal basso", ovvero entrando di prima persona nelle discussioni e coltivare relazioni dirette con i videobloggers. In particolare, l'approccio preferito è quello di non aprire le conversazioni, ma rispondere solo quando si può dire qualcosa di costruttivo.

Senza addentrarci ulteriormente nel mondo del marketing, è da notare come le idee travalichino l'utilizzo che l'ideatore del servizio web aveva pensato. E' quindi comunque curioso come anche l'area nella di discussione dei video di Youtube, possano trovare spazio messaggi pubblicitari, ma che vengono comunque ritenuti "utili" da parte degli utenti. E' attualmente una tendenza tutta americana, ma sarà interessante verificare se prenderà piede anche in Europa ed in Italia.

Foto | Flickr

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