Tidal è un flop? Jay Z lo difende: “Abbiamo 770,000 iscritti”

Jay Z si sfoga su Twitter e difende a spada tratta il rinato Tidal, negando con forza le voci di flop.

Il rilancio di Tidal da parte di Jay Z non è stato accolto a braccia aperte dagli utenti. Nonostante gli artisti di rilievo che hanno deciso di affidarsi al nuovo servizio di streaming musicale - da Nicki Minaj a Beyoncé, da Jack White a Kanye West, passando per i Daft Punk, gli Arcade Fire e Madonna - e le belle parole del rapper, deciso a riportare la musica ai musicisti, l’assenza di una versione gratuita del servizio ha impedito l’arrivo in massa degli utenti.

La versione base di Tidal costa 9,99 dollari al mese ed è paragonabile, in termini di qualità dell’ascolto, a quella gratuita di Spotify. Per una maggior qualità - file FLAC invece degli MP3 - occorre affidarsi alla versione Premium e arrivare a sborsare 19,99 dollari al mese.

Tidal, almeno nelle intenzioni di Jay Z e degli artisti saliti a bordo del progetto, avrebbe dovuto mandare in pensione i più famosi servizi di streaming musicale, ma a poco meno di un mese dal suo lancio in pompa magna sono stati in molti a gridare da più parti al flop.

E così Jay Z, una manciata di ore fa, ha deciso di affidare a Twitter un lungo sfogo per mettere a tacere quelle voci, confermando dal suo punto di vista lo stato di buona salute di Tidal.

Tidal gode di buona salute. Abbiamo più di 770 mila abbonati. Siamo in affari da meno di un mese. L’iTunes Store non è stato costruito in un giorno, Spotify ha impiegato 9 anni per avere successo.

Mr. Beyoncè è andato avanti, tweet dopo tweet, spiegando che molte aziende stanno spendendo milioni di dollari (?) in campagne che mettono Tidal in cattiva luce e ribadendo che il progetto è stato portato avanti per i fan:

Tidal è dove gli artisti possono dare molto ai loro fan senza intermediari.

In ballo è finito anche il cugino di Jay Z, che a detta del rapper sarebbe volato in Nigeria a caccia di nuovi talenti. Questo per spiegare come Tidal sia un’azienda globale:

Le nostre azioni parlando più forte delle parole. Abbiamo fatto Tidal per portare alla gente la migliore esperienza e per aiutare gli artisti a dare ai propri fan sempre di più.

Uno sfogo improvviso, quello del rapper statunitense, che ha un retrogusto di disperazione. E’ vero, 770 mila utenti sono un numero rispettabile - niente in confronto ai 15 milioni di utenti paganti di Spotify, ottenuti nel corso di anni di attività - ma quello che Jay Z ha evitato di spiegare è quanti di quegli utenti siano nuovi e quanti invece arrivino dalla precedente versione di Tidal, prima che Jay Z prendesse le redini.

Insomma, nonostante le parole di Jay Z, le voci che vogliono Tidal vicino a una chiusura si fanno sempre più insistenti. A questo punto non ci resta che attendere e rivolgerci a voi: avete provato Tidal?

Tidal Launch Event NYC #TIDALforALL

Via | Twitter

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