I motivi del fallimento di Google+, secondo i dipendenti di Google

Attuali e vecchi dipendenti di Google parlano del fallimento di Google+, provando a spiegarne i motivi.

Google Plus

Si può parlare di fallimento per Google+? Per alcuni forse no, ma di certo l'azienda di Mountain View contava molto di più sulla sua creatura "social", costruita per fare concorrenza a Facebook e altre piattaforme simili. I recenti cambiamenti non hanno fatto altro che aggiungere ulteriore incertezza su questo prodotto, che Business Insider ha deciso di affrontare dall'interno, raccogliendo cioè i pareri degli stessi impiegati di Google.

Secondo un ex addetto ai lavori, per esempio, il "fallimento" di Google+ sarebbe stato dettato dal suo voler assomigliare troppo a Facebook, arrivando tardi su un mercato ampiamente saturato dalla creatura di Mark Zuckerberg, data anche come spauracchio all'epoca dello sviluppo di Google+, mantenuto in gran segreto all'interno della stessa azienda guidata da Larry Page. Stesso problema anche per l'attenzione nei confronti del settore mobile, aumentata con colpevole ritardo rispetto a Facebook.

Secondo altri dipendenti, invece, Google+ sarebbe stato concepito per risolvere i problemi di Google, invece di offrire una piattaforma facile da usare per interagire con gli altri: in quel di Mountain View avrebbero infatti realizzato un tool in grado di connettere insieme tutti i servizi offerti dall'azienda, senza però mettere in piedi una vera esperienza social come quella di Facebook o LinkedIn.

Aggiungiamo anche che Google+ sarebbe stato un prodotto controverso all'interno della stessa Google, i cui vertici hanno avuto nel corso degli anni opinioni divergenti su di esso. Una confusione aumentata quando il capo dello sviluppo di Google+, Vic Gundotra, è andato via dalla società, ritrovatasi senza un piano di successione vero e proprio.

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