Chi difende il software open source?

Open Source

Il software libero non è solo Linux. Ne fanno uso una grande varietà di dispositivi, dagli smartphone fino alle cyclette. Le grandi aziende scelgono di adottare programmi open source perché possono facilmente adattarli alle loro esigenze senza doverli sviluppare da zero. Il problema è che le aziende spesso non rispettano i termini di utilizzo, i quali prevedono il rilascio pubblico del codice o l'attribuzione allo sviluppatore originale.

Un articolo del New York Times mette in luce i diversi aspetti della questione. Recentemente Dell ha utilizzato un software open source a bordo del suo mini-tablet Streak senza rispettare i termini di utilizzo previsti. Quando la società è stata contattata dall'associazione di volontari gpl-violation.org, ha ottemperato alle richieste e si è scusata pubblicamente sul suo Blog. Ha dichiarato inoltre di essere fortemente impegnata allo scopo di rispettare sempre i termini di utilizzo del software open-source.

"Le aziende dovrebbero accertarsi di aver verificato a fondo i loro prodotti, prima di metterli in commercio. Il sistema open source funziona bene quando tutti rispettano le regole" ha dichiarato Armijn Hemel, volontario di gpl-violation.org.

Hemel è una delle tante persone che hanno deciso di dedicare parte del loro tempo per cercare di far rispettare alle aziende i termini di utilizzo dei programmi open source. Gpl-violation.org è solo uno dei soggetti impegnati su questo fronte. Negli scorsi anni è stato molto attivo il Software Freedom Law Center, che ha denunciato per violazione dei termini aziende come Cisco, Samsung, Best Buy, Verizon e molti altri. Di solito non si arriva in tribunale. Le aziende preferiscono risolvere il problema in modo amichevole. Per esempio, dopo che Cisco è stata denunciata per un software presente a bordo dei suoi router, ha accettato di rendere il codice disponibile e ha pagato una somma a titolo di risarcimento per chiudere il caso.

La Linux Foundation ha varato un programma per sensibilizzare le aziende al rispetto dei temini. Cisco, Google, Intel, IBM, Sony e altre società hanno supportato l'iniziativa. Questi soggetti sono terrorizzati dal fatto che i sostenitori del software libero possano diventare maggiormente aggressivi: "Il fatto che terrorizza le società è che possano essere denunciate per la violazione dei termini di utilizzo del software a bordo di milioni di dispositivi in commercio, come tivù o telefoni" ha spiegato Mark. F. Radcliff, legale dello studio DLA Piper, specializzato in cause legate al mondo della tecnologia.

Allo stesso tempo però le aziende sanno di essere fortunate. A tentare di far rispettare le regole sono perlopiù volontari che non hanno la possibilità di fare la voce grossa. Questi paladini del software libero si stanno però organizzando in maniera sempre più efficace e nei prossimi anni le cose potrebbero cambiare.

Foto | Flickr

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