WikiLeaks pubblica le mail rubate a Sony

A sorpresa, Julian Assange e WikiLeaks rendono pubbliche le email e le comunicazioni trafugate dai server di Sony Pictures nel novembre dello scorso anno.

sony wikileaks

Il colossale attacco hacker ai danni di Sony Pictures è ancora fresco, l’FBI sta ancora cercando di fare chiarezza e le conseguenze si sentono ancora oggi. Ora WikiLeaks ci mette il carico pubblicato una quantità immane di documenti trafugati dagli hacker in quell’occasione.

The Sony Archives, una vera e propria sezione sul sito ufficiale dell’organizzazione creata da Julian Assange, mette a disposizione di chiunque voglia consultarli ben 30 mila documenti e 173 mila email rubate dai server di Sony Pictures, con tanto di motore di ricerca e di filtri per mittente, destinatario e oggetto della conversazione.

Il comunicato stampa che ha accompagnato il rilascio dell’archivio riporta anche le parole dello stesso Assange:

Questo archivio mostra l’opera di influenza di una corporazione multinazionale. E’ rilevante per la stampa e al centro di un conflitto geo-politico. Deve essere di pubblico dominio e WikiLeaks si assicurerà che resterà tale.

Tra i tanti documenti presenti, scrive WikiLeaks, ci sono diversi scambi di email tra l’azienda e la Casa Bianca, con oltre 100 indirizzi governativi, e documenti che offrono insolite connessioni tra Sony e il Partito Democratico, coi dipendenti dell’azienda impegnati in cene per raccolte fondi e in campagne per l’elezione del governatore di New York Andrew Cuomo.

Quello che nei mesi scorsi la stampa ha rivelato col contagocce era soltanto la punta dell’iceberg. Al di là delle questioni più frivole che hanno visto protagonisti attori, attrici e registi, a cominciare da Angelina Jolie, questo archivio va a dare tutta un’altra visione di Sony Pictures e dei ruoli che ricopre, dalla sua partecipazione alla MPAA passando per la lotta contro la pirateria in cui è attiva in modo importante.

Quelle comunicazioni private sono ora di dominio pubblico e i tentativi di Sony di chiudere quel rubinetto è ormai del tutto vanificato: l’immagine dell’azienda, ora che chiunque può passare al setaccio quei messaggi, ne risentirà per molto tempo a venire.

Tra gli ultimi particolari emersi c’è la richiesta di coinvolgimento di Sony Pictures, e di Hollywood più in generale, nella lotta contro lo Stato Islamico. Come? Con la propaganda: in un bizzarro scambio di email si parla di una altrettanto bizzarra idea di realizzare una versione musulmana di We Are The World per dare un supporto alla lotta contro l’IS https://www.theage.com.au/national/hollywood-recruited-to-help-fight-is-hacked-emails-show-20150416-1mmfdt.html?stb=twt.

Via | WikiLeaks

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