@Israel: lo Stato Ebreo ottiene il nome su Twitter

Israele

Israele ottiene la propria identità ufficiale su Twitter. Israel Meléndez è conosciuto in Spagna come uno degli impresari più noti nel mondo del porno. Il suo nome proprio coincide con quello dello Stato, del quale aveva “rubato” (non intenzionalmente) lo username di Twitter più rilevante ed immediato, @Israel. Lo scorso 26 Agosto Meléndez ha ceduto il proprio nome utente di Twitter al Paese per una cifra che pare conti ben “cinque zeri”.

L’omonimia non è l’unico fattore-fortuna ad essere intervenuto nella vicenda, poichè l’imprenditore fu pioniere del servizio ed uno dei primi iscritti a Twitter accaparrandosi uno username generico e molto importante ben prima degli organismi ufficiali Israeliani. L’account @Israel è stato aperto nell’Aprile del 2007 e gli aggiornamenti di stato erano visibili solamente ai contatti autorizzati. Meléndez usava molto poco Twitter, tanto che l’accout è risultato inattivo per mesi, durante i quali l’imprenditore riceveva messaggi di critica nei confronti del Governo Israeliano. Il nome utente infatti traeva in inganno gli utenti del servizio di microblogging, che ritenevano di rivolgersi ad un profilo governativo ufficiale.

La negoziazione tra Meléndez e lo Stato di Israele è cominciata con un messaggio inviato dall’account ufficiale del primo ministro Netanyahu, per poi concludersi (dopo lunghe ed articolate discussioni) al Consolato di Israele in Miami, dove l’imprenditore attualmente risiede. Israel Meléndez ha sottolineato come da una casualità sia nata una contrattazione estremamente delicata. Secondo l’imprenditore, il Governo Israeliano avrebbe deciso di contattarlo a causa del gran numero di messaggi antisemiti ricevuti su @Israel.

Dopo una verifica dell’account e della password, il passaggio di proprietario è stato rapido grazie anche agli accordi presi con Twitter, che normalmente non permette la compravendita di account. L’imprenditore ha fornito la password, i compratori l’hanno immediatamente cambiata. Twitter ha collaborato attivamente durante la transazione, garantendo che non venissero infrante le regole imposte dal servizio di microblogging: nessuna vendita di account, come accennato, ma vendita del nome utente e nulla più. Sottigliezze legali necessarie in una transazione così particolare. Per quanto riguarda la cifra sborsata, nessuno dei soggetti coinvolti ha rilasciato dichiarazioni.

[Via Publico.es]

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