Spotify sopravvivverà all'avvento di Beats Music?

Spotify, il più noto servizio di streaming musicale, deve dare il tutto per tutto se vuole sbaragliare l'agguerrita concorrenza. Qualcuno ha parlato di Beats Music e Apple?

Spotify - Le piattaforme dedicate allo streaming musicale spuntano fuori come funghi e se Spotify vorrà mantenere la sua supremazia dovrà giocarsi il tutto per tutto. Beats Music e Apple sono solo gli ultimi di una lunga lista di rivali che insidiano Spotify e l'azienda svedese deve darsi da fare. Diciamo che non è certo stata aiutata da tutta la polemica sulle royalty non pagate agli artisti e dai diversi cantanti che per un motivo o per l'altro hanno ritirato i loro brani dalla piattaforma, vedi Taylor Swift e la sua polemica proprio per la storia delle royalty.

Spotify, i problemi e la concorrenza


Spotify

Jonathan Forster, attuale vice presidente della sezione europea di Spotify, ha ricordato: "Quando abbiamo spiegato che volevamo dare via libera alla musica, hanno pensato tutti che fossimo dei pazzi". Visto e considerato che ha reso qualcosa come 1.8 miliardi di dollari all'industria musicale, Spotify si ritiene soddisfatto. Sì, va beh, c'è il problema della royalty e degli artisti scontenti, ma non si può avere capra e cavoli, no? E infatti Forster continua "Due miliardi di dollari dopo, si spera che si sia più positivi di quanto non lo si fosse allora".

Nel frattempo Spotify è cresciuto, i dipendenti sono aumentati, la base di Stoccolma da un ufficio modesto si è trasformata in un edificio di cinque piani, ha raggiunto 15 milioni di utenti paganti, 45 milioni di utenti che usano il servizio free e via dicendo. Per contro, però, Taylor Swift non è stata l'unica cantante a non gradire Spotify: Aloe Blacc, gli AC/DC e anche Thom Yorke dei Radiohead, il quale all'epoca ci andò giù pesante sostenendo che Spotify rappresentava l'ultimo rantolo della vecchia industria musicale.

Però Forster ha parole anche per gli artisti che criticano il servizio: "La pirateria quanto ha pagato gli artisti?", ricordando l'abitudine dei download illegali e del file-sharing che nel 2008 in Svezia aveva raggiunto il plateau. Ma il problema non è semplice: nelle royalty influiscono anche gli accordi con le etichette, che sono riservati. Secondo uno studio pubblicato a febbraio da SNEP e dalla società Ernst & Young, alle etichette dovrebbe andare il 46% dei ricavi dello streaming, mentre ad autori e artisti va il 17% e il resto finisce in tasse e ai provider.

A questi problemi aggiungiamoci Beats Music di Apple, di sicuro rosicchierà parte dell'utenza di Spotify: secondo Mulligan, non appena la Apple arriverà con Beats Music, Spotify dovrà assicurarsi che la sua crescita nel resto del mondo sia abbastanza forte e salda, perché di sicuro dovrà compensare eventuali perdite nei mercati anglosassoni. Ce la farà Spotify a sopravvivere? L'azienda pensa in grande, ma bisogna sempre tener conto del volubile pubblico.

Via | Business Insider

Foto | estattin

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