Postacertificat@ chiude i battenti: ecco le alternative per la PEC

L’esperimento di Renato Brunetta si è rivelato un fiasco e ora, a quasi cinque anni dal lancio, si prepara a chiudere per sempre.

La Postacertificat@ (CEC-PAC) lanciata nel 2010 dall’allora Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta si è rivelata un colossale fallimento e oggi, a quasi cinque anni dal suo arrivo, si prepara a chiudere i battenti per sempre e a lasciare il posto ai servizi di Posta Certificata attualmente esistenti, del tutto indipendenti dal Governo italiano.

Si è era parlato in più occasioni della “più grande rivoluzione culturale mai prodotta in questo Paese” e per qualche mese si era davvero creduto che sarebbe stato un successo. Poste Italiane e Telecom, che si erano aggiudicati l’appalto da ben 50 milioni di euro, avevano gioito davanti ai primi picchi di 20 mila accessi all’ora, ma col passare del tempo l’entusiasmo è calato drammaticamente anche a fronte della scarsa reale utilità del servizio, non riuscito nemmeno lontanamente a diventare il mezzo di comunicazione principale tra i cittadini e la pubblica amministrazione.

A spiegare il perchè di questo insuccesso ci hanno pensato i numeri pubblicati dall’Agenzia per l’Italia Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che nel dicembre scorso aveva annunciato la progressiva sospensione del servizio: al momento del lancio erano state richieste oltre 2 milioni di attivazioni online, ma solo poco più della metà dei richiedenti ha seguito lo step successivo - recarsi in un ufficio postale per certificare di persona la propria identità.

Circa 1 milione di pre-attivazioni, quindi, sono morte sul nascere. Anche chi è diventato a tutti gli effetti titolare di una casella CEC-PAC, però, non ne ha visto l’effettiva utilità: l’82% delle caselle attivate non ha mai fatto un invio e questo la dice lunga.

Postacertificata chiude i battenti

La sospensione del servizio

A questo punto, preso atto del colossale fallimento dell’operazione, si è deciso di mandare a morire il servizio. Le tempistiche di chiusura sono ben chiare:


  • dal 18 Marzo 2015 al 17 luglio 2015 le caselle saranno mantenute attive solo in modalità di ricezione e sarà consentito agli utenti l’accesso solo per la consultazione e il salvataggio dei messaggi ricevuti;

  • dal 18 luglio 2015 le caselle non saranno più abilitate alla ricezione di messaggi, e l’accesso sarà consentito, fino al 17 settembre 2015, solo per la consultazione e il salvataggio dei messaggi ricevuti;

  • dal 18 settembre 2015 sarà definitivamente inibito l’accesso alla propria caselle CEC-PAC;

  • dal 18 settembre 2015 al 17 marzo 2018, sarà garantita agli utenti del servizio CEC-PAC la possibilità di richiedere l’accesso ai log dei propri messaggi di posta elettronica certificata.

Postacertificata chiude i battenti

Cosa succederà adesso?

La CEC-PAC è morta, ma la Posta Certificata è viva e vegeta, anche se a pagamento. L’Agenzia per l’Italia Digitale ha invitato tutti i cittadini a rivolgersi a chi già offre un servizio di PEC nel nostro Paese, vale a dire Aruba PEC S.p.A., Infocert S.p.A. e Postecom S.p.A.

Tutti e tre forniscono a pagamento un servizio di Posta Certificata per cifre che partono dai 5 euro all’anno e possono arrivare a superare i 75 euro a seconda dei servizi aggiuntivi che si intende richiedere, come spazio aggiuntivo o notifiche via SMS.

Per rendere meno traumatica questa transizione da CEC-PAC a PEC, e da gratuito a pagamento, sarà possibile richiedere alle tre aziende appena citate una casella PEC gratuita per 12 mesi a partire dal 13 marzo prossimo.

Le richieste potranno essere inoltrare solo fino ali 18 settembre 2015: dopo quella data tutti i nuovi utenti dovranno mettere mano al portafogli per una casella di Posta Certificata e ottenere così valore legale sulle comunicazioni digitali, ma anche certificazione della consegna, certificazione dell’invio e integrità del contenuto.

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