Il caso Foursquare: geolocalizzazione e privacy possono andare d'accordo?

Il caso Foursquare: geolocalizzazione e privacy possono andare d'accordo?Se non avete mai usato Foursquare (come chi vi parla, lo ammetto) prima di lanciarci in questa riflessione è doveroso fare una piccola premessa riguardante questo social network, dove gli iscritti possono effettuare i cosiddetti "check-in" col proprio cellulare dai posti dove si recano durante il giorno, che sia all'ufficio per lavorare, alla posta per ritirare una raccomandata o al bar per fare colazione. Ovviamente, la componente social della piattaforma prevede la possibilità per i nostri contatti di seguire gli spostamenti che facciamo, con la possibilità sempre più usata di condividere i check-in su altri portali come Facebook, Twitter o Friendfeed.

Nel precedente post su Facebook e Foursquare, il lettore Paolo Ratto mi ha spinto a mettere nero su bianco una riflessione che già da tempo alberga nella mia mente, almeno dopo aver letto qualche tempo fa un post sullo stesso argomento su Geek.com: come si può conciliare senza che sembri un gran paradosso il lamentarsi tanto di Google e dei suoi controlli, della privacy su Facebook e di tutto quanto il resto, col boom di iscritti e di utilizzo che Foursquare ha riscontrato negli ultimi mesi?

Eppure la geolocalizzazione dovrebbe essere la nemica numero uno della privacy: come individuate altrimenti uno strumento che permette costantemente di far sapere al resto del mondo ogni singolo passo che facciamo, soprattutto se spariamo i nostri check-in in giro tra Twitter e compagnia mantenendo i nostri feed aperti? Per non parlare di chi pur di diventare sindaco di quanti più luoghi possibili effettua check-in da casa propria, dai parenti (ancora peggio) o comunque da luoghi coi quali intuire facilmente gli spostamenti più frequenti e i luoghi più visitati da quella determinata persona, con un elevato livello d'esattezza.

Lo stesso pezzo di Geek.com rimanda a un altro articolo intitolato Foursquare’s privacy loopholes, dove per l'appunto si desta preoccupazione per l'overdose di informazioni sulle abitudini che potrebbe diventare nei casi peggiori un invito a nozze per eventuali stalker. Personalmente proprio perché troppo invadente per la privacy non amo la geolocalizzazione e, come già ammesso, non uso Foursquare: vorrei quindi passare la palla a voi per proseguire la discussione. Siete iscritti? Quanti check-in effettuate e da dove? Come conciliate il tutto con la protezione della vostra privacy?

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