Google e Verizon vogliono cambiare le priorità sul web: net neutrality a rischio

Google e Verizon vogliono cambiare le priorità sul webIl concetto di net neutrality è un qualcosa di piuttosto indefinito che cambia da soggetto a soggetto, ed è per questo che non deve stupire che un difensore della neutralità della rete come Google possa iniziare a intraprendere un cammino che per molti può invece cozzare contro il principio.

Tale premessa per introdurre le trattative segretissime tra Google e Verizon (quest'ultima invece da sempre contro la net neutrality), che secondo il NY Times starebbero organizzando un modo per far sì che alcuni contenuti sul web vengano prioritizzati un po' come avviene per i processi di un sistema operativo, per arrivare ai naviganti in maniera più rapida rispetto ad altri, ovviamente dietro pagamento di chi otterrà questo trattamento "di favore". Il tutto coinvolgendo quanti meno soggetti possibile attraverso meeting con pochissimi partecipanti che contano, sollevando così anche le ire degli altri azionisti.

In questo modo per esempio YouTube potrebbe sbaragliare la concorrenza assicurandosi una maggiore priorità rispetto ad altri servizi di video-sharing, mentre è facile immaginare che alla fine del tutto i contenuti a minor priorità potranno diventare quelli relativi al peer-to-peer, malvisto per ragioni che ben sappiamo ormai da tantissimi dei colossi che popolano la rete. Un'operazione che potrebbe addirittura diventare realtà la prossima settimana, ma che come dicevamo va contro il principio di neutralità della rete per molti, tra i quali anche Gigi B. Sohn, fondatore e presidente dell'associazione consumatori Public Knowledge:

"Il senso di una regola sulla neutralità della rete è impedire che le grandi aziende si spartano Internet tra di loro. Il destino della rete è un argomento troppo importante per essere deciso da negoziazioni tra due aziende, anche grandi come possono essere Verizon e Google"

Voi che ne pensate? Credete che la neutralità della rete sia messa seriamente a rischio da questo possibile scenario? Personalmente condivido l'idea di chi come Tim Berners-Lee e Vint Cerf vorrebbe regolamentare ancora di più il principio, facendo in modo che diventi una serie di vere e proprie leggi da seguire sul web.

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