Google smentisce il Corriere Della Sera: "Nessun accordo col Fisco italiano"

Il Corriere Della Sera non usa condizionali: Google ha raggiunto un accordo col Fisco italiano e verserà circa il 40% del dovuto, ben 320 milioni di euro. L'azienda di Mountain View smentisce tutto.

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Aggiornamento 11.00 - Il condizionale era d’obbligo. La smentita da parte di Google è arrivata. L’azienda di Mountain View, mentre il Corsera dava per certo il raggiungimento di un accordo col Fisco italiano, ha precisato brevemente che:

La notizia non è vera, non c'è l'accordo di cui si è scritto. Continuiamo a cooperare con le autorità fiscali.

Anche la Procura di Milano fa una doverosa precisazione. Il procuratore aggiunto Francesco Greco e il procuratore Edmondo Bruti Liberati hanno spiegato che al momento non soltanto non sarebbe stato raggiunto alcun accordo, ma anche la trattativa tra Google e il Fisco italiano sarebbe ben lontana dalla conclusione.

Google, accordo da 320 milioni col fisco italiano?

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La Guardia di Finanza e i pm di Milano non confermano né smentiscono, ma il Corriere Della Sera non usa condizionali: “Google fa pace con il Fisco, pagherà 320 milioni all’Italia”. L’azienda di Mountain View, da anni nel mirino del Fisco italiano avrebbe deciso di raggiungere un accordo e di versare 320 milioni di tasse sugli 800 milioni che la Guardia di Finanza e i pm di Milano hanno riconosciuto come imponibile prodotto in Italia nel corso di 5 anni, tra il 2008 e il 2013.

Quella somma sarebbe stata incassata dall’azienda di Mountain View per le attività svolte in Italia, ma sarebbe stata trasferita in altre nazioni, dall’Irlanda alle Bermuda, dove la tassazione è più favorevole rispetto a quella del nostro Paese. Scrive il quotidiano:

all’esito di una riunione tra penalisti, tributaristi, magistrati e GdF, l’intesa raggiunta (con la regia legale della professoressa Paola Severino) segnala che nella multinazionale americana ha pesato anche una sorta di diplomazia della distensione, la volontà di uno “Stato” (al quale i colossi come Google vengono quasi assimilati per le proprie dimensioni economiche) di ridurre contenziosi e attriti con gli Stati veri.

Le indagini della Guardia di Finanza e dei pm di Milano sono state minuziose, hanno preso in analisi tutti i clienti italiani della pubblicità del colosso di Mountain View e documentato che, nonostante l’intero servizio fosse svolto in Italia, le fatture e i pagamenti venivano indirizzati alla sede irlandese di Google. Il percorso di quelle somme è piuttosto elaborato, riassunto dallo stesso pezzo del Corsera:

questa girava i soldi sulla Google olandese sotto forma di royalties per i marchi e licenze, che poi prendevano la strada di un’altra società irlandese controllante l’iniziale Google irlandese, che a sua volta vedeva però il proprio controllo in capo ad altre due diramazioni di Google soggette a imposizione fiscale alle Bermuda.

Google, secondo quanto stimato, avrebbe dovuto far arrivare in Italia 160 milioni di euro all’anno - dal 2008 al 2013 - per un totale di 800 milioni. L’azienda avrebbe quindi deciso di accordarsi per il 40% di quella somma, vale a dire 320 milioni di euro.

La notizia, al di là di quanto scritto dal Corriere Della Sera, non è stata confermata ufficialmente dai diretti interessati. Non mancheremo di aggiornarvi non appena ci saranno novità.

(in aggiornamento)

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