Edward Snowden fa un AMA su Reddit

Edward Snowden, Laura Poitras e Glenn Greenwood uniscono le proprie voci in un Reddit AMA, una sorta di conferenza stampa via Reddit. Alcune rivelazioni risposte gettano luce sulle motivazioni e sulle speranze del famoso whistleblower - e sulla profondità dell'abisso sul cui ciglio oggi tutti ci troviamo in bilico.

Immagini su Edward Snowden

Dire che la nottata (beh, nottata per noi in Italia) di Reddit sia stata interessante è un eufemismo grosso come una casa: Edward Snowden si è presentato sulla piattaforma per un AMA (“Ask me Anything”, cioè “Chiedimi quel che vuoi”) assieme ai suoi supporter Laura Poitras, giornalista e regista del premiato documentario CITIZENFOUR, e Glenn Greenwald, fondatore della rivista The Intercept e membro del direttivo della Freedom of the Press Foundation.

Snowden e i suoi hanno risposto a una serie di domande interessantissime, tanto sulla vita attuale e passata del famoso whistleblower quanto sull’attuale situazione della tutela della privacy e della lotta contro i comportamenti immorali dei governi quando si parla di sorveglianza dei cittadini.

Trasmettere e tradurre tutto sarebbe francamente piuttosto tedioso, quindi darò un’idea generale di alcuni dei punti più importanti e raccoglierò le domande e risposte più interessanti.

La forma di quello che avverrà in futuro


edward-snowden-ama

Snowden pare piuttosto incerto di quale sarà il proprio destino personale, ma preserva una certa fiducia idealista su quello che il futuro ci riserva. L’ex agente e istruttore della NSA crede di aver fatto troppo poco e troppo tardi. A suo parere, infatti, i governi occidentali oggi sono perfettamente convinti di avere il diritto di spiare i cittadini, di poter ascoltare quello che si dicono al telefono e di registrarlo indefinitamente. Allo stesso tempo però, i cittadini di tutto il mondo oggi sono consapevoli di quello che sta succedendo e non tardano ad esprimere sdegno e orrore per la violazione dei propri diritti, che non danno affatto per scontati.

Snowden più di tutti conosce i dati e le cifre e può dire con cognizione di causa che sacrificare la privacy sull’altare della sicurezza non equivale a impedire crimine e terrorismo. L'ex contractor NSA può testimoniare che le intercettazioni a tappeto casuali messe in atto dal Patriot Act, sezione 215, non hanno contribuito a fermare né individuare un solo attacco terroristico in 10 anni.

Greenwald, invece, si dice particolarmente colpito dal motto della NSA e dei suoi alleati internazionali: “Collect it all”, ovverosia “Archivia tutto”. Questa espressione non è casuale, perché è stata il mantra operativo in Iraq quando si doveva dare la caccia alle famose armi di distruzione di massa e non si sapeva come e dove andare a cercarle. La stessa frase, però, è stata usata quando si sono orientati questi mezzi di sorveglianza e spionaggio verso gli Stati Uniti.

Greenwald continua: “Siccome la gente adesso realizza quanto la propria privacy sia stata compromessa, allora può usare strumenti per la crittografia e l’anonimato per proteggerla, e per impedire che sia posta in essere una sorveglianza totale a tappeto”.

Domande e risposte interessanti


A Snowden viene chiesto se ha dei rimpianti, se potendo ricominciare da capo avrebbe fatto le cose diversamente:

“Mi sarei fatto avanti prima. […] Se mi fossi fatto avanti prima questi programmi sarebbero stati meno protetti nella loro trincea. Quelli che ne abusavano si sarebbero sentiti meno sicuri di se stessi e avrebbero avuto una familiarità più limitata nell’esercizio di tali poteri. […] Una volta che concedi un potere a un governo, diventa esponenzialmente più difficile ritornare alla situazione precedente […] una volta che sono stati spesi i fondi, una volta che dollari e reputazione sono stati investiti, è difficile tornare indietro. Non permettete che succeda al vostro paese.”

Recentemente un giornalista russo chiamato Andrei Soldatov ha descritto la vita di Snowden come “blindata” dai servizi segreti russi. Snowden è stato insomma dipinto come una sorta di spia russa in fieri, o viene addirittura implicato che lui sia sempre stato un agente segreto al soldo di Putin. Al whistleblower viene chiesto se è una descrizione accurata.

“Certo che no. In questo articolo, come in altri, le affermazioni sono fondate su speculazioni e sospetti. Nessuno tra queste persone [quelli che scrivono articoli su Snowden, NdA] sostiene di avere delle prove, sono solo dannatamente certi che io sia una spia russa, e per questo deve essere vero. Lo capisco, giuro. Cioè, è ovvio - io sono quello che insegnava “Cyber counterintelligence”, per usare il loro gergo, alla DIA.

Ma se guardate alla mia situazione generale, che senso ha? Se fossi stato una spia russa, perché rifugiarmi ad Hong Kong? Un rischio inaccettabile. E oltre a questo - perché dare tutte quelle informazioni alla stampa, specie se prendiamo in considerazione la loro importanza? Il valore di questa intelligence per la Russia è diventato zero, completamente compromesso dalla loro pubblicazione.

Se sono una spia russa, perché ho vissuto per un mese dentro un aeroporto? Avrei ottenuto subito una parata e una medaglia.

La vera ragione per cui sono stato così tanto tempo in quell’aeroporto è perché non sono stato disposto a fare giochetti con nessuno e per tale ragione loro [i russi] non sapevano cosa farsene di me. Io mi sono rifiutato di cooperare con la loro intelligence in qualsiasi maniera (guardate la mia testimonianza al Parlamento Europeo se volete saperne di più), e le cose da allora non sono cambiate.

A questo punto, credo che la ragione per la quale mi sia permesso di continuare a comportarmi così è il mio profilo pubblico, da quanto ne so io. Che mi possono fare? Se mi presento in pubblico con le dita rotte, tutti sapranno cosa è successo."

A Snowden viene anche chiesto se teme che a nessuno importi della privacy.

“No, non lo temo. Sondaggio dopo sondaggio risulta sempre più evidente che - al contrario di quello che pensiamo - alla gente importa, e importa parecchio. Il problema è che ci sentiamo impotenti, repressi. Pensiamo di non poterci fare nulla, quindi perché provarci? […] I politici e i potenti hanno un sacco di vantaggio su di noi, ma questa sorta di uguaglianza della consapevolezza tra noi e loro è un’arma potentissima. In ogni sorta di sfera del potere potete vedere ufficiali correre per afferrare e tenersi stretto ogni tipo di prerogativa per la sorveglianza, e non perché gli serva, ma perché sanno che è l’ultima chance per farlo - anche se risulta ben chiaro dai dati stessi del governo che l’efficacia è inesistente."

Consiglio a tutti di leggere le parole di Snowden, Greenwald e Poitras, e le domande talvolta intelligenti e talvolta scherzose dei redditor.

  • shares
  • Mail